sabato, 31 ottobre 2009


No no no.
In questa settimana sono stata felice e contenta: sono andata a vedere il megaconcertone degli Elio al Teatro degli Arcimboldi, sono andata a vedere la presentazione del relativo disco celebrativo alla Feltrinelli. Ho conosciuto persone nuove, rivisto le vecchie e riabbracciato Ciro e Manuela sperando di poterli ritrovare a Marzo giù a Napoli.
Non torno, eh, voglio solo concedermi un concertino.
Sono stata assai bene, talmente bene che non ho aggiornato il blog per un mese. Vorrà pur dire qualcosa.
Sono stata bene e ora non ho voglia di deprimermi e/o incazzarmi per quattro righe scritte nell'Internet. Assolutamente, categoricamente NO.
E vaffanculo, io non posso essere sempre carinagentilepresentefintosorridenteamiconachedàconsiglisucomeattrarrefigamagarimeglioseminorenne.
No, assolutamente no. Devo ancora abituarmi ad un paio di cose, imparare a fare la superstrada per arrivare a Milano eppoi sono a posto, forse.

Intanto anche Ottobre è volato. Il tempo passa sempre più in fretta. Mi dico sempre di cercare di non accorgermene, solo così potrei evitare un paio di angosce, ma tant'è.
Anzi, rettifichiamo: manca solo un'ora alla fine di questo mese che tante gioie mi ha dato, soprattutto in quest'ultima settimana, come accennavo su.

Dicevo, a Marzo gli Elii suoneranno al Teatro Acacia di Napoli ed è tipo la seconda volta in due anni. Da lì sono iniziate tante cose, voglio esserci. Ecco cazzo, due anni. Due anni sono pochi, tanti, abbastanza, quel che volete, ma sono passati ben due anni da quel mitico juorno. Evvedighe l'ossessione del tempo ritorna? Molto ottonovecentesca, sì, però gradirei lasciare la mia testa un po' in pace.
Ne approfitterò per tornare a casa, prendere un po' di roba e salutare la mia Augusta, che mi manca e non lo do a vedere perché sono la solita stronza. O forse è solo un po' di sano istinto di sopravvivenza.

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martedì, 29 settembre 2009


When the truth is found to be lies
and all the joy within you dies,
Don't you want somebody to love?
Don't you need somebody to love?
Wouldn't you love somebody to love?
You better find somebody to love.

When the garden flowers baby are dead yes
and your mind your mind is so full of red,
don't you want somebody to love?
Don't you need somebody to love?
Wouldn't you love somebody to love?
You better find somebody to love.

Your eyes, I say your eyes may look like his
but in your head baby I'm afraid you don't know where it is.
Don't you want somebody to love?
Don't you need somebody to love?
Wouldn't you love somebody to love?
You better find somebody to love.

Tears are running ah running down your breast
and your friends baby they treat you like a guest.
Don't you want somebody to love?
Don't you need somebody to love?
Wouldn't you love somebody to love?
You better find somebody to love.

- Somebody to love
Jefferson Airplane


Era da tanto che non mettevo il testo di una canzone. Ed è un mese che non scrivo nulla di nuovo, pur avendo una vita nuova o quasi. La realtà è che non ho nulla da dire, sì, ho fatto la tessera della biblioteca e sono felice come una pasqua perché posso prendere tutti i libri/dischi/DVD che voglio; sì, ho ricominciato karate e non vedevo l'ora di tornare a scalciare, sentivo proprio il bisogno fisico di rimettere il kimono; sì, ho ricominciato l'Università e graziaddìo ho degli orari decenti, che mi consentono di dormire la mattina e di fare le cose quasi con calma. Ecco, diciamo che sto cercando di trovare una mia dimensione.
Oggi a Maddalocchio c'è la festa di San Michele. Per la prima volta è lontana, geograficamente e non, e la cosa mi fa respirare.

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venerdì, 28 agosto 2009


Sì, sì, pinito.
Ciao Estate 2009, anche con te abbiamo concluso. Sono finalmente tornata a casa, quella campana. Starò qui una settimana, il tempo di disfare la valigia estiva e di rifarne un'altra, far sparire tutto ciò che potrebbe esserci di compromettente in giro, caricare gli scatoloni in macchina e via.
Maddaloni e Caserta non mi mancheranno. Le mie preferenze sono sempre state per Napoli, grande e sofferente. Una specie di Polifemo accecato e agonizzante, è per terra che si contorce e la gente, invece di aiutarlo, lo prende a calci. Nord, Sud, Centro, non c'è differenza: quando le persone vogliono far del male sono tutte estremamente identiche. Non c'è dialetto né tradizione che tenga.
Dicevo quindi che la mancanza di Maddalocchio e Caserta non la sentirò, cosa mi dovrebbe mancare, poi? La Reggia? Che non sono nemmeno in grado di curare? E non mi spuntate fuori con gli articoli che dicono che il giardino della Reggia è stato nominato il più bello d'Italia perché quel giudizio si riferisce al Giardino Inglese e, insomma, se tenevano male anche quello erano proprio dei cani della peggior specie. Con tutto il rispetto e le dovute scuse ai veri cani. Massì, in fondo che glie frega, adesso stiamo a vedere per quanto tempo si crogioleranno del bel voto preso al compitino. Che mestizia, mi fanno veramente passare la voglia di fare qualsiasi cosa. Adesso chiudiamo qui, però, non ho voglia di incazzarmi. A Napoli ci andrò quando ricapiterò in zona. Dopotutto anche Totò viveva a Roma e "funicolare senza corrente" rimane uno dei miei insulti preferiti.
Io poi voglio gli Inverni veri, voglio gli Inverni freddi e secchi, voglio mettere quei maglioni pesanti e colorati che qui ero costretta a tenere nell'armadio a causa delle temperature troppo elevate. Voglio andare in bicicletta evitando di rischiare la vita ogni volta che metto piede fuori dal portone.

Si torna a casa, com'è andata questa Estate? Quella solitaria o in compagnia? Entrambe.
Mah. Non male. Tutto sommato è andata bene, le premesse erano peggiori.
Mi è dispiaciuta la non-presenza di Dario, ma in fondo a qualcosa è un po' servita, ergo non mi lamento.
Mi è servita a capire che in realtà sono ancora avvilita. Che qualsiasi chitarra fa lo stesso suono se sei tu a suonarla. Che sugli scogli ti fai il culo quadrato con tanti buchetti, però il dolore lo si sente solo quando ci si alza, barcollando, per tornare a casa.
Non abbiamo bevuto nulla eppure non siamo riusciti a finire il cruciverba senza quadratini neri, quello è difficile, eh, però è ben poca cosa rispetto alla stessa versione su La Settimana Enigmistica. Quella sì che spacca il culo.
Che fine hanno fatto i DiPiù? C'erano, ma ne ho sfogliato solo uno. E Il Venerdì? Li ho letti a casa mia, seduta sul mio scomodissimo letto.
Abbiamo disertato Torrepaduli preferendo delle sane ore di sonno in più, stiamo diventando proprio vecchi.
I fuochi però li abbiamo visti, il panino di Ferragosto ce lo siamo pappato, tutto dall'interno del cantiere che comunque era sulla spiaggia, proprio nel posto dove ci siamo sempre messi noi. Ce l'avranno recintato apposta? Quel posto tra un anno o due non esisterà più, sai? Ci saranno delle sane ed allegre vasche di scolo, perché in fondo abbiamo sempre un porto vicino. E la salute del mare è più importante del nostro posto per i fuochi.

Avrei voluto vederti mentre suonavi in quel posto che fa tanto Grecia, dimenticando di essere nei dintorni di Lecce o Brindisi. O quella roba lì, insomma. Eccomunque non ci credo che l'anno prossimo vuoi stare a Leuca da Giugno ad Agosto e che festeggeremo il compleanno di Dario con tanti rustici tricasini. Proprio no.

"Perché dovrei venire in quella città di merda?"
Per me. Perché ci sono io, mi pare ovvio.

Ovvio un cazzo. Non è ovvio. Va be', ma tanto io mica l'ho detto, nonnò. Ho fatto spallucce.

"Boh... Qualcosa da fare a Milano lo si trova sempre."


Ah, volevo anche dirti che vi sono vicina. Mi piacerebbe esserci anche fisicamente perché quando è successo a me sono impazzita e gli altri sono rimasti lì a guardarmi.
Ma in fondo proprio di me non avete bisogno, quindi va bene così.

Ci vediamo in giro prima o poi.

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sabato, 15 agosto 2009


Come avevo scritto nello scorso post, era mia intenzione provare a dar segni di vita in pieno Agosto e quale data migliore se non il 15, Ferragosto.
Sono stata in Inghilterra e Scozia due settimane fa, l'aeroporto di Fiumicino è riuscito a battere ogni record di malfunzionamento: aerei in ritardo, valigia persa sia all'andata che al ritorno. Fortunatamente il grosso era nel mio fido zainetto, uno spazzolino da denti e un paio di calze in più si possono sempre comprare sul luogo. Dopotutto stiamo parlando di Londra, volendo anche di Edimburgo, York, Chester, mica un borgo fantasma nei pressi delle Ebridi o sull'ultima scogliera della Cornovaglia.
Non mi sono ammalata di febbre suina, nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo. Gli unici segni della suina li ho visti in tutta quella gente in aeroporto che, neanche messo piede sul suolo britannico, hanno sfoggiato mascherine isolanti, mai sia qualcuno si permettesse di starnutirgli in faccia.
Quel 15 Agosto che speravo arrivasse il prima possibile è finalmente qui; certo, sarà un giorno lungo, tra fuochi d'artificio e festeggiamenti vari, ma yes! we can. Una volta arrivata l'ora di pranzo del 16 Agosto possiamo definire conclusa la prima ingombrante parte dell'Estate. Il resto scorrerà via così, tra partenze e arrivederci sparsi, case che tornano sfitte e lidi svuotati.
Il 15 Agosto è arrivato e io spero che passi presto perché quel "dopo" di cui ho tanto parlato in quest'ultimo periodo sta per investirmi. È una questione di giorni, io mi sono preparata, ma adesso devo vedere se, effettivamente, la preparazione sarà in grado di aiutarmi. Se le acque che sto per risalire non mi sono ostili e, soprattutto, se sono in grado di risalirle. Io sono fiduciosa, il che è già un buon inizio.
Intanto, però, mi godo un paio di presenze giusto per far decollare, non dico un mese, ma almeno una qualche settimana di questo Agosto insipido. Quest'anno mi toccano Francesco e Fratelli Cirillo Giacomo solo version. L'altro se n'è rimasto a casa, pensata che mai come quest'anno poteva risultare furba.

E Francesco straparlava, la macchina parcheggiata chissà dove, è passata già mezz'ora e nessuno l'ha trovata, quindi che si fa? Guarda che qua ci sono tre strade in croce, sarà nei dintorni solo che non l'abbiamo notata. E via, non mi va di girare ancora. Troviamoci una panchina e dormiamoci su. Ma va', è qua intorno, la troviamo, però non mi va di cercarla, sono stanca, mi aggrego alla panchina.
E lui tentava di addormentarsi, non sia mai avesse perso la corriera la mattina dopo a causa del poco sonno. E io guardavo la gente assonnata camminare mangiando cornetti caldi, guardavo il cielo a metà tra un blu scuro e verde acqua, guardavo lui pisolare con le braccia conserte e la busta coi vinili in mano; eppoi di nuovo il cielo, la gente intorno, l'orologio - le 5.20 del mattino - Francesco perso a cercare la macchina nei vicoletti. In fondo è una cornice interessante. Ma poi starà dormendo davvero? Quasi quasi gli infilo un dito nel naso e vediamo come reagisce. Oppure un calcio nei maroni, ammetto che sono anni che sogno di mollargliene uno. Va be', dormi, va'. Anzi, fermiamo un attimo il tempo, così tu puoi dormire ancora e io posso starmene qua seduta a disperarmi per un altro pochetto. Fermiamo il tempo che in questa cornice ci sto quasi bene.

Francesco ha ritrovato la macchina. Potevamo essere a casa un'ora prima se avessimo fatto 10 metri in più, ché avevamo una scuola vicino con una dichiarazione d'amore per i Litfiba sul muro e l'avevamo completamente rimossa. È ora di abbandonare la panchina, uscire dal quadretto per tornare ognuno nella propria stanza con aria condizionata.
Io i quadretti ho smesso di collezionarli. Quelli che ho li custodisco per bene in un cassetto che però non è un archivio, eh, semplicemente un cassetto, in bella vista, ma senza serratura. Non è ancora arrivata l'ora di spostarli. Meglio tenerli lì piuttosto che metterli sottochiave eppoi patire per tirarli fuori. In teoria non dovrei neanche pensare a tirarli fuori, ma tant'è. Com'è che avevi detto? Perseverare? Forse. O forse no. Ho capito tutte le antifone possibili, quindi lasciamo stare che anche stavolta perseverare è stato diabolico, anche stavolta sono arrivata stanca, anche stavolta una bella legnata in testa, l'ennesima, me l'hanno data.

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venerdì, 24 luglio 2009


Innanzitutto, un vaffanculo alla Ticketteria di Caserta, sita in via Vincenzo Gemito 81. Senza la massima ironia, senza cordialità. Scortesia, sconvenienza, s'inculi se non trova ciò che le interessa, tanto qua siamo gli unici e facciamo il cazzo che vogliamo. Le tre S.
Commesso non si nasce, ma con un po' di pazienza si può diventarlo, poi quando sono le 8 di sera e chiudi la baracca, allora maledici il mondo intero.
Fortunatamente è l'ultima volta che mi rivolgo a loro, sia perché non comprerò mai più un qualsiasi biglietto lì, sia perché adesso me ne vado e tanti saluti. Come al solito, questa - scusatemi il termine - città non fa assolutamente nulla per smentirsi, almeno nei confronti dei suoi abitanti. Meglio, zero rimpianti.

Tempo scaduto.

Domani parto per Leuca per l'altrettanto breve Estate 2009. Stavolta non dovrò studiare, potrò stare spaparanzata in dieci posti diversi a leggere qualcosa (sperem) o semplicemente a fare un cazzo. Con eleganza, ovviamente. Quest'anno è molto probabile che io riesca a postare qualcosina anche da là; sì, lo so che lo ripeto ogni anno eppoi finisce tutto abbandonato, ma era diverso, l'Internet non dipendeva da me. A Leuca sono nemici della tecnologia, basti pensare che il segnale del digitale terrestre non è stato ancora attivato. Tanto succede che la tecnologia vince sempre, la gente comincia a lamentarsi perché non vede questo, non riceve quello e cazzi vari ed eventuali e tec, ecco il tuo bell'ADSL + SKY tutto compreso, Mediaset Plus, digitale terrestre integrato. Per la fibra ottica ci stiamo attrezzando.

In conclusione, direi che la data ufficiale di rientro è fissata per il 27 Agosto. Non oltre. Detto tra noi, non vedo l'ora che arrivi. Mi sono presa di vacanza già tutta la prima parte di quest'anno. Ho lavoricchiato in radio, fatto un paio di altre cose forse utili o forse no, però almeno ho occupato le giornate e sono sopravvissuta ad uno strazio quasi annunciato. Passa 'sto mese, finisce l'agonia travestita da pacchia.


Buona vita estiva.

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mercoledì, 15 luglio 2009






E voi li avevate mai visti i titoli di coda di "Mediterraneo"?
Io no, lo ammetto. Non li avevo mai visti per mia cattiva abitudine di spegnere prima che appaiano. Un po' come succede al cinema, che appena finito il film vorresti farti altri cinque minuti seduto al buio e invece ti accendono le luci e ti fanno sgombrare la sala per quelli che vengon dopo.

E anche io, a modo mio, sto scappando.

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mercoledì, 17 giugno 2009


Certe persone sono come dei fantasmi, in alcuni casi anche peggio. Riescono a manifestarsi sempre nei momenti meno opportuni e soprattutto in qualsiasi forma: se non possono apparire in tutta la loro fisicità ecco che soffiano via la polvere dal telefonino o recuperano la password della loro mail. Oppure, peggio ancora, ti prendono nel sonno. E te li sogni, appunto. Te li sogni in qualsiasi situazione, modo, posizione, colore, luogo, atteggiamento. Poi la mattina dopo, una volta svegli, ricordi tutto (perché non è mica quel genere di sogni che dimentichi, per carità) e la giornata ti inizia male. Sbrighi 'na chiavica le faccende più stupide, d'improvviso ti interessi delle sorti di gente che fino al giorno prima era potenzialmente morta. Il tutto condito da sensazioni contrastanti che partono dal disagio, passano dalla noia, la delusione, lo sconforto e arrivano all'invidia, nel peggiore dei casi alla gelosia. Fortunatamente non nel mio. Io mi ritrovo più nello sconforto, devo dire. E anche un po' nel disagio. Non è propriamente facile da spiegare, soprattutto perché tutto questo ti porta inevitabilmente a ripercorrere vari episodi della tua vita, tutti che, guarda caso, ti confermano nell'ordine:
1. Che non sei stata in grado di creare delle amicizie solide
2. Che non sei stata in grado di creare una compagnia, con gente che va e gente che resta
3. Che non sei stata in grado di creare una qualsiasi base per un qualsiasi rapporto

È qui che subentra lo sconforto, nell'epoca in cui anche l'ultimo degli stronzi tromba senza pagare. Giusto per fare un esempio.


"Anna ha 18 anni e si sente tanto sola
Ha la faccia triste e non dice una parola
Tanto è sicura che nessuno capirebbe
E anche se capisse di certo la tradirebbe"

post scritto alle 23:34 in ogni tanto ci rifletto su ...commenti (6)

mercoledì, 03 giugno 2009


Dunque, ricapitoliamo:
Giugno è arrivato nonostante il tempo, fino a ieri, facesse venire qualche dubbio sulla data esatta.
In questi due mesi che restano dovrò occuparmi delle carte per il trasferimento universitario, la qual cosa mi crea già un po' di nervosismo: dover tornare a sprecare attimi di vita preziosi nella Segreteria di Lettere mi inquieta, soprattutto dopo l'avventura dell'immatricolazione quando, nel Settembre 2007, son tornata allo sportello per ben sette volte a causa di impiegati che ogni volta dicevano una cosa diversa. È proprio vero che l'Università ti prepara alla vita, diventare scemi dietro alle Segreterie di facoltà ti prepara alle lunghe code degli uffici pubblici.
Ma tralasciamo. Tralasciamo perché proprio oggi ho trovato un sito molto interessante: si tratta di Codice a Barre, una sorta di associazione giovanile creata e rivolta ai giovani di Paderno Dugnano. Ho dato un'occhiata al sito leggendo per bene le varie proposte e devo dire che lo scopo è degno di lode. Ho sempre guardato con occhio ammirato e un po' invidioso quelle piccole associazioni e/o unioni presso cui giovani come me potevano ritrovarsi sia per cazzeggiare a mo' di oratorio, sia per discutere di cose serie. Credo che far parte di un gruppo come il loro mi possa aiutare ad ambientarmi meglio a Paderno dal punto di vista "umano", visto che in paese non conosco più nessuno. Oltre al fatto che dare una mano in modo attivo è sempre una cosa costruttiva.
È iniziata invece qualche giorno fa la mia collaborazione, che si spera essere lunga e felice, con la web-radio RadioNation. Ho iniziato ad ascoltarla il mese scorso, seguendo una trasmissione serale di alcuni amici che hanno pensato bene di tirarmi dentro, come ospite loro e anche di altri. Presto inizierò anche io un programma, stavolta in qualità di speaker, insieme ad un amico che ha gentilmente accettato la mia interessantissima offerta di co-conduzione. Per il momento non voglio anticipare nulla, un po' perché è bello tenervi tutti sulle spine, un po' perché la stesura non è ultimata. Si saprà tutto a tempo debito.
Ora basta sdoganare informazioni ché non so più come concludere 'sto post.

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martedì, 19 maggio 2009




Anche quest'anno comincia la campagna abbonamenti di Radio Popolare. Qualche anno fa riuscii ad abbonarmi persino io qui da Maddalocchio, ancora prima del Fave Club.
Non mi sembra vero che mancano solo due mesi e mezzo. Due mesi e mezzo eppoi sarò via, lontana da qui, a ricominciare da capo o comunque qualcosa di molto simile. Sono già in uno stato di beatitudine che difficilmente saprei spiegare. Alla mia proposta di andare avanti e indietro per recuperare le mie cose e portarle su, mia madre rispondeva dicendo "Se sali non vorrai più tornare qui neanche per stare due giorni". È vero, ha ragione.
La gente è scema, è facile dire che si vorrebbe vivere altrove, ma alla fin della fiera nessuno si sente fuori posto, e per fuori posto intendo varie cose la cui conclusione è sempre la stessa: male, male, male.
Ripeto, la gente è scema. Fa domande inutili e veramente, a volte, augurerei loro di passare la stessa inutile vita in un paesino di merda in provincia di un altro paese del cazzo. Andate andate, poi venite a dirmi quanto lo trovate divertente e stimolante.

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domenica, 03 maggio 2009


Esisto ancora, eh. Esisto e resisto. Diverse volte, in questo mese e mezzo, ho aperto la pagina di Splinder per tentare di scrivere qualcosa, ma non mi veniva niente in mente. Anche perché non c'era nulla da dire, tutto sommato. Non che oggi ci siano argomenti, per carità, però due robine mi andava di scriverle.
Tanto per cominciare, ho messo il punto finale al capitolo patente. Sono ancora piuttosto incredula, mi dimentico perfino di averla. Non che i miei genitori mi aiutino particolarmente nel ricordarmelo, son quasi passati due mesi e io non ho ancora guidato una macchina diversa da quella della scuola guida.
Poi, per evitare di ammorbarmi troppo, ho trovato un paio di "lavoretti". Il primo riguarda un blog di musica anche abbastanza conosciuto, devo dire. Si tratta di Soundsblog, lo staff aveva bisogno di un autore che si occupasse di radiofonia visto che l'incaricato aveva lasciato il posto. Per un caso che definire fortuito è poco, da lettrice del blog avevo mandato una mail chiedendo se sarebbero tornati ad occuparsi un pochino di più di radio. E insomma, come si suol dire, da cosa nasce cosa, ed ora, a scrivere di radio ci son proprio io. Ciò che però mi fa un po' dispiacere è che si occupano solo dei grandi network quando ci sarebbe tanto da dire su emittenti minori ma comunque ben affermate come Radio Subasio o Radio LatteMiele, per dirne due; oppure le radio universitarie, le webradio che ormai ricevono sempre più consensi... Ma va be'.
Il secondo "lavoretto" riguarda proprio la radio in sé: ho scoperto da qualche mese che Maddaloni aveva una sua piccola emittente la cui sede è praticamente a 50 metri da casa mia. Si chiama New Radio Network e non è altro che la vecchia Radio Maddaloni International a sua volta nata da Radio Maddaloni City, i cui trasmettitori erano stati montati da mio zio in gioventù sulla terrazza di alcuni amici. Sta di fatto che ho chiesto se avevano bisogno di qualcuno, mi andava bene qualsiasi cosa. E in effetti faccio un po' qualsiasi cosa: compilo le playlist per qualche programma, registro i nuovi singoli nel database principale, funziono da redattrice quando me lo chiedono e, soprattutto, imparo il mestiere del fonico che, si sa, nella vita un fonico può sempre servire. Il risultato è che sto lì ogni pomeriggio fino a quando non è ora di andare in palestra. Tutto sommato a me fa piacere anche se durerà circa un altro mese e mezzo visto che le loro programmazioni andranno in vacanza e io inizio i trasferimenti verso il nord. Sì, esatto, ormai è ufficiale: a Settembre andrò a Paderno da nonna, continuerò Lettere alla Statale e quant'altro. È molto probabile che con gli esami dovrò ricominciare da capo, però bah, fa niente, non mi spavento mica. Al massimo, potrei infastidirmi, ma spaventarmi no. È una seconda opportunità che mi arriva gentilmente offerta, la possibilità di fare un altro giro su quella giostra tanto bella e divertente, giro pagato da altri, peraltro. Approfittiamone dunque, facciamocelo questo giro, divertiamoci e ridiamo, ridiamo, ridiamo.
Per una volta voglio provare a lasciare alle spalle il mio solito realismo pessimistico (o pessimismo realista, se esistono in natura) e provare a pensare bene di ciò che farò. La qual cosa è difficile per una che ha l'autostima sotto i piedi e quelli che dovrebbero essere i propri familiari hanno già una vanga in mano pronti a portargliela ancora più in basso. I 700 km che ci divideranno mi faranno bene, faranno bene ai miei poveri nervi, messi a dura prova perfino nelle vacanze. Un'altra radiolina dove far finta di intendersene di cuffie e microfoni la si trova, la troverò e continuerò la mia gavetta, perché io la considero tale.
Ripensandoci, se andassi a spulciare nei post nel 2006, sembrava assai lontano il tempo in cui avrei provato a mettere in atto quel pochino che avevo imparato. Mah, staremo a vedere.

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domenica, 08 marzo 2009


Ciao a tutti, ho vent'anni ora.

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venerdì, 13 febbraio 2009




Alles gute zum Geburtstag, Sergino!
Ebbene, miei cari, a compiere gli anni oggi è il signore bello bello che potete ammirare in questo scatto fottu... Ehm, concessomi da Marok del sito di Marok, alias il tizio veneto che se ne va in giro con la macchina fóto al collo e con la speranza di ritrarre la cosa che gli piace di più: Borghezio.
Tornando al signore bello bello di cui sopra, noi gli si augura un lieto genetliaco anche se stasera dovrà lavorare per la terza rete della Radiotelevisione Italiana. Quarantacinque bacini minorenni dovrebbero bastare.

Sempre restando in tema di compleanni, ad invecchiare c'è anche un altro omino che invece gli occhi li ha celesti. Intelligente (forse) , stronzetto (sicuro) , un omino che il fatto suo un po' lo sa, ma lo diluisce con tante tante tante cazzate. Ed è per questo che gli vogliamo bene. Rubando una frase a De André: "Pensavo è bello che dove finiscono le tue dita debba in qualche modo cominciare una chitarra". Quindi, tanti auguri, Mister Cirillo; io comunque continuo a tenere un piedino dalla tua parte, non si sa mai. Indietro non si torna, questo è poco ma sicuro, però tutto (o quasi) ha possibilità di rinnovo. So già che se mettessi tutti e due i piedi al di là della linea poi avrei di che pentirmene.

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sabato, 31 gennaio 2009


L'essere in piena sessione d'esami non smuove per nulla le acque. Mare piatto, ma non limpido, il poco sole non lo permette. I giorni della merla, i giorni più freddi di tutto l'Inverno: sarà, io con questo clima sto bene.
Domani è già il 1° Febbraio, questo mese sembra essere durato tre giorni; ed è pure uno dei mesi completi, c'è da dire. Ma basta, sono stufo, sono stufo, ogni giorno c'è una novità. Triste routine. Fagocitati. Masticati. Stritolati. Schiacciati. Mal digeriti. E infine sputati fuori. Una volta, almeno, si aveva l'accortezza di usare l'effervescente Brioschi. Sono stufo, sono stufo, hai capito, hai capito, non si può andare avanti con te, non ne posso più [di una donna così] .





È da quando ho cominciato a fare la raccolta dei dischi in uscita col TV Sorrisi e Canzoni che mi perseguita. Fa capolino anche da una lettura distratta di un giornale qualsiasi, ammica un po', saluta sorridendo. Sa come attirare l'attenzione, vuole più considerazione di quella che fino ad ora gli avevo relegato, vuole la stessa stima, lo stesso affetto che riservo ad un De André. Gioca la carta di Milano, si avvicina e mi bisbiglia in un orecchio quanto sia grande e bella la città.
Ha vinto.

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mercoledì, 14 gennaio 2009


Mi sono appena resa conto di quanto possa essere utile dare titoli ai post. Un post con un titolo, qualsiasi esso sia, ha indubbiamente un impatto maggiore rispetto ad uno senza; quante volte, d'altronde, ci è capitato di acquistare un libro - anche un film, volendo - solo perché era proprio il titolo di questo ad incuriosirci.
Quando misi questo template personalizzabile feci la stronzata di togliere i codici per i titoli.
"Va be', qual è il problema: riprendo l'html e glielo reimposto". Sì, proprio così.
C'ho smanettato un pochino, ma nulla, non riesco a reinserirlo. Ciò significa, dunque, che ho diverse modalità d'azione:
1. Chiedo a qualche nerd di mia conoscenza (che, assicuro, son tanti) di aiutarmi.
(Opzione dall'alta probabilità di riuscita, quando la figa chiama il nerd risponde)

2. Continuo a smanettare copincollando codici a destra e a manca sperando di non combinare disastri cheppoi non mi va di rimettere a posto.
(Opzione dalla medio-alta probabilità di non riuscita, causa rottura di chitarrini)

3. Continuo a tenermi i post senza titoletti cazzuti per castigo personale così la prossima volta tengo le mani a posto.
(Opzione dall'altissima probabilità di riuscita, riconducibile alla rottura di cui sopra)



Questa mia voglia di rinnovo ultimamente si sta manifestando sempre più spesso. Nella mia camera mi ritrovo a riordinare le cose in maniera diversa, a cambiare la disposizione di quadretti e dischi.
E, come dicevo prima, il blog non è stato esentato. Presto cambierò l'header, aggiungerò un po' di colore. Ammetto di aver addirittura pensato un'azione alquanto drastica: cambiare completamente piattaforma.
Quando decisi di aprire un blog, Splinder regnava inconstrastato. Ciò che dico è confermato dal fatto che tantissime persone nella mia blogroll abbiano creato il loro spazio più un meno nello stesso periodo e proprio qui; gli altri servizi come Blogger o IoBloggo non erano alla stessa stregua. Questo vantaggio è durato poco: le suddette piattaforme sono state in grado di rinnovarsi, hanno migliorato le funzionalità, sono riuscite a creare un contatto diretto con account di altri siti popolari - DeviantArt, Twitter, Flickr, Last.Fm e lo stesso Facebook - soprattutto, sono riuscite ad attenersi allo stesso tipo di linguaggio informatico. Nei siti/blog di grafica, infatti, non esiste quasi più la distinzione "template Splinder", "template Blogger" etc perché tutte le varie piattaforme "avversarie" si sono uniformate. Ovviamente, tutte tranne Splinder. Dal 2006 ad oggi, non ho mai notato nessun cambiamento effettivamente utile. Non esiste, per esempio, un comando per importare archivi da blog creati altrove.
Se mi dovessi trasferire sceglierei senza dubbio Wordpress, adoro l'interfaccia, persino i layout predefiniti si fanno voler bene. Tuttavia, non traslocherò: cambiare blog è un po' come cambiare numero e telefono. Poi ci sono affezionata, sono affezionata agli adesivi che avevo scelto, ai bannerini e, sì, anche ai miei post minorenni e depressi, alle canzoni e/o citazioni scritte e alle cazzatine spacciate per riflessioni.
Qualcuno potrebbe magari obiettare dicendo che se avessi davvero voglia di rinnovare cancellerei tutto all'istante, sticazzi e vaffanculo. Cari utenti che pensate ciò, la vostra è un'osservazione del tutto legittima, ma non avete considerato una piccola cosa: io non sono cambiata e non sto cambiando. A cambiare è tutto il resto, anzi, degenerare è il termine esatto. È il piccolo mondo intorno a me che declina, possa essere la famiglia o la città. Ed è qui che sta il mio atto di rinnovo, o meglio, dovrebbe starci, ma gli schiocchi di dita e tac abitano luoghi più ameni.
"You've come a long way, Charlie Brown" è il profetico titolo di un libricino americano dei Peanuts, potrei affiggermelo come slogan se non me ne venissero in mente almeno sei milioni sempre provenienti dalla saggezza di Snoopy & company.
Trovando quindi un filo conduttore, è davvero utile dare titoli ai post, avere slogan efficaci e - colpo di scena - avere dei propositi per l'anno nuovo. Ebbene sì, gentile pubblico a casa, ho scoperto anche l'utilità di pensare un proposito per ogni anno che inizia e di scriverlo da qualche una parte, possibilmente ben visibile all'autore.
Si può dire che dell'anno scorso
sia riuscita nella realizzazione di ben due propositi e mezzo (perché l'unica unità di peso che ho perso è stato un etto) , un bel traguardo per una che aveva perso l'abitudine. Adesso che ci ho preso gusto, posso quindi proseguire con:
- Prendere la patente (possibilmente entro Luglio) ché mi sono rotta il cazzo di cercare gente disposta a darmi un passaggio e/o non poter prendere parte ad eventi perché poi non so come tornare. 'Sta faccenda è in ballo dal 2007 e ancora non vede una fine. Mobbasta veramente però!
- Ritrovare la concentrazione perduta per poter tornare a divorare i libri come regolarmente accadeva fino agli inizi dell'anno scorso.
- Programmare sempre nuovi spostamenti, eliatici e non, per evitare di restare ancorata per troppo tempo a 'sto posto di merda abitato da gente altrettanto di merda.

È tutta roba fattibile se agenti poco atmosferici e molto interni non provvederanno ulteriormente a mettermi i bastoni fra le ruote. Nei giorni scorsi ho dato un'altra prova di, non voglio dire ottima perché non è vero, ma buona sopravvivenza e non sarà un mucchio di sgangherati messi peggio di me a rovinare quel che ho in mente. L'anno bisesto è passato, Paolo Fox dice che il 2009 e il 2010 saranno assai buoni per i Pesci, ergo non vedo perché restare ancora attraccati a questo porto.

post scritto alle 17:41 in perle di saggezza, i say uffa, vita da lavinia ...commenti (11)

domenica, 11 gennaio 2009




1940 - 1999

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Quem mihi dabis qui aliquod pretium tempori ponat, qui diem aestimet, qui intellegat se cotidie mori?

Bannerino Ubu

.Lavinia?.

Classe 1989, tramonto degli '80s, ma col muro di Berlino in piedi. Bibliomane, cinefila e cinofila. Nemica del popolo, stranamente ancora abbastanza sportiva, finta fotografa, viaggiatrice solitaria, alcolista ben affermata. Disegnatrice senza più ispirazione, ex-musicista, ma ancora appassionata ascoltatrice di tutto quello che le si para davanti. Con le dovute cernite, s'intende.
Un paesino a sud di Caserta non è esattamente l'ideale, soprattutto se gli unici treni per raggiungerlo sono quelli della tratta via Cancello. Passate di qua? Portate i miei saluti in famiglia.
Io sono uno, nessuno e centomila. Sono here, there and everywhere. Porcoggiuda, quanti account inutili che c'ho.

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.Pure visitatori?.

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.Odi.

L'ipocrisia, 3/4 del genere umano, la moda, il razzismo, le violenze sugli animali (in particolare i cani) , il sole troppo forte e la troppa afa.

.Et amo.

L'umorismo surreale, l'ironia e il sarcasmo, conoscere nuove culture, Dario e Giacomo, la mia Gloglì, la mia cagnolina, l'arte in tutte le sue espressioni, le arti marziali.

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  • John, Paul, George, Ringo. I Fab Four, i Baronetti, quelli degli anni '60. Loro comunque.
  • Ludwig van Beethoven
  • Non il cane, ma quello da cui prende il nome. Provateci voi a suonare e comporre senza averci l'udito, stronzetti.
  • Charlie Chaplin
  • Charlot, sì, quello coi baffetti, la bombetta e il bastoncino.
  • Charles M. Schulz
  • Il creatore dei Peanuts. Chi sono i Peanuts? Mi rifiuto di spiegarvelo, cercate su Google. In ogni caso, il mio personaggio preferito è Schroeder.
  • Luigi Pirandello
  • In realtà questa potrebbe essere un'opzione random, ma diciamo che lui ha scritto tutto lo scrivibile ed ha tutto il mio affetto.
  • Elio e le Storie Tese
  • Il complessino tutto matto, con particolare attenzione e occhietto languido alla persona di Sergio Conforti alias Rocco Tanica. Il perché, percome e perquando non vi riguarda, ma è facilmente intuibile.

    .Voglio, pretendo.

  • Progetti vari ed eventuali
  • Reflex Nikon Reflex Nikon Reflex Nikon
  • Imparare ad usare la reflex
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  • Fare un corso di fotografia
  • Comprare una videocamera
  • Tornare assolutamente a Berlino
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