In questi giorni non mi va di fare assolutamente nulla.
Non sono ancora entrata nell'ottica dello studio universitario e come potrei dal momento che non studio più dalla seconda media.
Non mi va di uscire, nemmeno da sola.
Non mi va di vedere gente, soprattutto se si tratta di facce a me poco note.
Non mi va di leggere nè tantomeno di ascoltare musica. I Beatles stavolta possono solo guardarmi dallo scaffale.
Non mi va di scrivere perché non ho la più pallida idea di cosa buttare giù a parte una lista delle cose che non mi va di fare.
Non mi va di svegliarmi la mattina perchè in questi giorni non sto affatto dormendo.
Non mi va di stare davanti al pc, ma lo faccio lo stesso perchè così almeno ho una scusa per non uscire.
Non mi va di vedere film o video, mi scoccerei solo a mettere il DVD nel lettore o ad aprire il video che mi interessa.
Non mi va di cambiarmi. Starei tutto il giorno con il pigiama o la tuta o qualsiasi vestito abbastanza comodo per stare in casa.
Non mi va di disegnare. In effetti, è da tantissimo tempo che non lo faccio, ma ora mi va meno che mai.
Non mi va di alzarmi dalla sedia, nè per andare in bagno, nè per andare a bere, nè per raggiungere qualsiasi oggetto che non sia a portata del mio braccio.
Non mi va di mangiare, ma sono costretta perchè, se mi rifiutassi, mia madre mi farebbe uno shampoo con il pranzo.
Non mi va di sentire, niente e nessuno. Se fosse per me, mai come ora, disattiverei l'udito.
Non mi va di pensare. A dirla tutta, avrei poco su cui riflettere, ma è anche vero che quest'attività è tipica di quando non ho niente da fare.
Non mi va di pagare la tizia di Ebay, ma devo farlo sennò mi manda la controversia e io ho bisogno di avere tutti gli Urania in circolazione.
Non mi va, tuttavia, di spendere soldi in generale. Un po' perchè mi ritrovo, dall'oggi al domani, con i fondi contati.
Non mi va di buttare le calze che ho ai piedi, anche se bucate. Le ho comprate la prima volta che sono andata all'Outlet di Valmontone e voglio che mi rimangano fino a quando non sarò io a decidere di liberarmi di tutto.
Non mi va di ricordare. Vorrei che, almeno per oggi, la mia memoria fosse resettata, come la famosa tabula rasa sulla quale l'esperienza dovrà scrivere tutto.
Non mi va nemmeno di dimenticare, però. Sono stata condannata ad avere un ottima memoria soprattutto per quanto riguarda fatterelli stronzi della mia vita. Che poi, son stronzi per gli altri, per me no.
Non mi va di entrare in depressione per l'ennesima volta. Ma ormai ci sono, ergo fa niente.
Non mi va di avere mal di testa e mal di stomaco la mattina, soprattutto perchè l'Aspirina C in casa mia è finita e la Tachipirina effervescente fa schifo.
Non mi va di scrivere questo post, ma ormai l'ho fatto ed è meglio finirlo.
Non mi va di fare la persona allegra perché in questo momento non lo sono affatto.
Non mi va di dare nessuna spiegazione di alcun tipo alla gente. Non mi interessa se se la merita o meno.
La mia felicità post-estiva, come si può constatare, è finita del tutto. Quest'anno è durata anche troppo, non so se ritenerla una fortuna o no.
La mia felicità in generale, invece, è morta il 13 Ottobre 2004.
Confusion in her eyes that says it all.
She's lost control.
And she's clinging to the nearest passer by,
She's lost control.
And she gave away the secrets of her past,
And said I've lost control again,
And of a voice that told her when and where to act,
She said I've lost control again.
And she turned around and took me by the hand
And said I've lost control again.
And how I'll never know just why or understand
She said I've lost control again.
And she screamed out kicking on her side
And said I've lost control again.
And seized up on the floor, I thought she'd die.
She said I've lost control.
She's lost control again.
She's lost control.
She's lost control again.
She's lost control.
Well I had to phone her friend to state my case,
And say she's lost control again.
And she showed up all the errors and mistakes,
And said I've lost control again.
But she expressed herself in many different ways,
Until she lost control again.
And walked upon the edge of no escape,
And laughed I've lost control.
She's lost control again.
She's lost control.
She's lost control again.
She's lost control.
I could live a little better with the myths and the lies,
When the darkness broke in, I just broke down and cried.
I could live a little in a wider line,
When the change is gone, when the urge is gone,
To lose control. When here we come.
- She's Lost Control Joy Division
Pensavo di averla già messa.
Tra un po' il controllo lo perdo io se la situazione non migliora. Certa gente dovrebbe iniziare a darsi quella famosa controllata mai fatta in venti anni. Sono veramente stufa, ogni volta ne esce una nuova, anche per la più piccola stronzata.
"Mi avete rovinato gli ultimi 20 anni di vita" dovrei gridarlo io, avere tutto non significa vivere bene.
Otto anni e mezzo di niente, otto anni e mezzo passati a leggere, dare un volto da manga ad amici inesistenti e continuare a farlo con persone in carne ed ossa, giusto per creare avvenimenti mai vissuti; otto anni e mezzo passati a fissare ogni singolo punto della stanza, scavare negli armardi riscoprendo borse, pupazzi e giornaletti ammucchiati, riordinando gli scaffali per divertimento, rileggendo i Peanuts fino a conoscerne a memoria ogni singola vignetta; ancora otto anni e mezzo passati in mezzo a gente che non mi interessava e a cui non interessavo, con dialoghi di circostanza, scambi fugaci di battute solo perchè non riesco a stare zitta; otto anni e mezzo di scompenso psicologico in cui non ho fatto che aumentare la mia misantropia latente.
Ora, però, non è più tempo per me di star soli, magari stesi sul balcone a guardar cambiare i colori del cielo. Pensare di assumere un atteggiamento da persona normale è stato il più grande errore di questi otto anni e mezzo, non sono una persona normale, o almeno, non secondo i canoni di normalità che la gente di Maddalocchio e Caserta ha.
Ho finito di parlare-pensare-scrivere come vogliono gli altri, di fare in modo che la gente mi consideri una persona equilibrata.
Ho finito di fare in modo che la gente mi consideri umana.
Quem mihi dabis qui aliquod pretium tempori ponat, qui diem aestimet, qui intellegat se cotidie mori?
.Lavinia?.
Classe 1989, tramonto degli '80s, ma col muro di Berlino in piedi. Bibliomane, cinefila e cinofila. Nemica del popolo, stranamente ancora abbastanza sportiva, finta fotografa, viaggiatrice solitaria, alcolista ben affermata. Disegnatrice senza più ispirazione, ex-musicista, ma ancora appassionata ascoltatrice di tutto quello che le si para davanti. Con le dovute cernite, s'intende.
Un paesino a sud di Caserta non è esattamente l'ideale, soprattutto se gli unici treni per raggiungerlo sono quelli della tratta via Cancello. Passate di qua? Portate i miei saluti in famiglia.
Io sono uno,nessunoe centomila. Sono here,thereand everywhere.Porcoggiuda, quantiaccount inutiliche c'ho.
L'ipocrisia, 3/4 del genere umano, la moda, il razzismo, le violenze sugli animali (in particolare i cani) , il sole troppo forte e la troppa afa.
.Et amo.
L'umorismo surreale, l'ironia e il sarcasmo, conoscere nuove culture, Dario e Giacomo, la mia Gloglì, la mia cagnolina, l'arte in tutte le sue espressioni, le arti marziali.
.Books.
In fase di lettura
.Music.
.Movies.
Ultimo film visto
.L'angolo degli Altarini.
Beatles
John, Paul, George, Ringo. I Fab Four, i Baronetti, quelli degli anni '60. Loro comunque.
Ludwig van Beethoven
Non il cane, ma quello da cui prende il nome. Provateci voi a suonare e comporre senza averci l'udito, stronzetti.
Charlie Chaplin
Charlot, sì, quello coi baffetti, la bombetta e il bastoncino.
Charles M. Schulz
Il creatore dei Peanuts. Chi sono i Peanuts? Mi rifiuto di spiegarvelo, cercate su Google. In ogni caso, il mio personaggio preferito è Schroeder.
Luigi Pirandello
In realtà questa potrebbe essere un'opzione random, ma diciamo che lui ha scritto tutto lo scrivibile ed ha tutto il mio affetto.
Elio e le Storie Tese
Il complessino tutto matto, con particolare attenzione e occhietto languido alla persona di Sergio Conforti alias Rocco Tanica. Il perché, percome e perquando non vi riguarda, ma è facilmente intuibile.
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