Dunque, ricapitoliamo:
Giugno è arrivato nonostante il tempo, fino a ieri, facesse venire qualche dubbio sulla data esatta.
In questi due mesi che restano dovrò occuparmi delle carte per il trasferimento universitario, la qual cosa mi crea già un po' di nervosismo: dover tornare a sprecare attimi di vita preziosi nella Segreteria di Lettere mi inquieta, soprattutto dopo l'avventura dell'immatricolazione quando, nel Settembre 2007, son tornata allo sportello per ben sette volte a causa di impiegati che ogni volta dicevano una cosa diversa. È proprio vero che l'Università ti prepara alla vita, diventare scemi dietro alle Segreterie di facoltà ti prepara alle lunghe code degli uffici pubblici.
Ma tralasciamo. Tralasciamo perché proprio oggi ho trovato un sito molto interessante: si tratta di Codice a Barre, una sorta di associazione giovanile creata e rivolta ai giovani di Paderno Dugnano. Ho dato un'occhiata al sito leggendo per bene le varie proposte e devo dire che lo scopo è degno di lode. Ho sempre guardato con occhio ammirato e un po' invidioso quelle piccole associazioni e/o unioni presso cui giovani come me potevano ritrovarsi sia per cazzeggiare a mo' di oratorio, sia per discutere di cose serie. Credo che far parte di un gruppo come il loro mi possa aiutare ad ambientarmi meglio a Paderno dal punto di vista "umano", visto che in paese non conosco più nessuno. Oltre al fatto che dare una mano in modo attivo è sempre una cosa costruttiva. È iniziata invece qualche giorno fa la mia collaborazione, che si spera essere lunga e felice, con la web-radio RadioNation. Ho iniziato ad ascoltarla il mese scorso, seguendo una trasmissione serale di alcuni amici che hanno pensato bene di tirarmi dentro, come ospite loro e anche di altri. Presto inizierò anche io un programma, stavolta in qualità di speaker, insieme ad un amico che ha gentilmente accettato la mia interessantissima offerta di co-conduzione. Per il momento non voglio anticipare nulla, un po' perché è bello tenervi tutti sulle spine, un po' perché la stesura non è ultimata. Si saprà tutto a tempo debito.
Ora basta sdoganare informazioni ché non so più come concludere 'sto post.
Ebbene, miei cari, a compiere gli anni oggi è il signore bello bello che potete ammirare in questo scatto fottu... Ehm, concessomi da Marok del sito di Marok, alias il tizio veneto che se ne va in giro con la macchina fóto al collo e con la speranza di ritrarre la cosa che gli piace di più: Borghezio.
Tornando al signore bello bello di cui sopra, noi gli si augura un lieto genetliaco anche se stasera dovrà lavorare per la terza rete della Radiotelevisione Italiana. Quarantacinque bacini minorenni dovrebbero bastare.
Sempre restando in tema di compleanni, ad invecchiare c'è anche un altro omino che invece gli occhi li ha celesti. Intelligente (forse) , stronzetto (sicuro) , un omino che il fatto suo un po' lo sa, ma lo diluisce con tante tante tante cazzate. Ed è per questo che gli vogliamo bene. Rubando una frase a De André: "Pensavo è bello che dove finiscono le tue dita debba in qualche modo cominciare una chitarra". Quindi, tanti auguri, Mister Cirillo; io comunque continuo a tenere un piedino dalla tua parte, non si sa mai. Indietro non si torna, questo è poco ma sicuro, però tutto (o quasi) ha possibilità di rinnovo. So già che se mettessi tutti e due i piedi al di là della linea poi avrei di che pentirmene.
Cheppoi i flipper erano davvero con quella voce lì, ne ricordo alcuni all'oramai defunta sala giochi d'amianto di Santa Maria di Leuca che erano qualcosa di allucinante quanto ad audio.
Questo è il primo aggiornamento da quando sono tornata da Milano. In effetti di cose da raccontare ne avrei, che non mi vada di scriverle è un altro conto.
Ringrazio il Signor Quetzalcoatl che ha tirato fuori dal magggico cilindro di Google la maravigliosa immagine che vi propongo.
Alla fine, giusto per ricollegarmi al post precedente, di puntate dei cartoni animati dei Jackson 5 ne avrò vista solo una. Perché mi ricollego all'altro post? Non lo so, mi piaceva questa sorta di continuità. E mi piaceva anche dire che sul Tubo ho trovato diversi spezzoni di "Quelli della notte", programma che non ho mai visto completo nonostante - mi pare - alcune repliche dello stesso sul canale RaiSat.
Tralasciando, è arrivato finalmente l'Autunno e io ho ripreso in mano Mister Manuale della Patente A e B per vedere di porre fine a questa parentesi; è arrivato finalmente l'Autunno, siamo al 23 Settembre, questo significa che tra una decina di giorni ricominceranno i corsi, di nuovo sveglia alle 5.30, il debito delle FS verso la mia persona si allunga.
Però è stato bello accorgersi dopo diversi anni che Qfwfq è palindromo.
È uscito già da una settimana, ergo non mi potevo astenere più di tanto nel proporlo qui.
Come al solito bravi e belli loro, brava e bella la Giorgia, bravi e belli tutti.
(Aspettavate una qualche preferenza? Ebbene no.)
La situazione è molto migliorata rispetto all'altro giorno. Questo perché tutto sommato sono una che si accontenta di poco, già il fatto che le cose procedano senza alcun intopppo è bastevole per tornare ad un umore neutro.
Sì, va bene, le temperature si sono alzate, il caldo è esploso, c'è tanta afa e nessuna voglia di far niente, ma almeno io ho di nuovo la frangetta.
Un simpatico reperto immagine di un simpatico pomeriggio passato in compagnia di simpatiche persone e di un affascinante uomo, sfogliando e leggendo le simpatiche pagine di un simpatico libro.
Quale aggettivo non c'entra con gli altri? E perché?
- Fatto le solite corse per arrivare presto a Napoli.
- Trangugiato una parigina in un minuto contato.
- Contato il minuto di trangugiamento della parigina, se non ci credete sticazzi.
- Fatto la fila dalle due fino alle tre e un quarto davanti alle scale dello Spazio Feltrinelli.
- Scattato delle foto di prova. Sembravano venir bene.
- Applaudito tantissimo.
- Riso tantissimo.
- Scattato le vere foto che sono venute tutte un po' scure e con gli stupidi occhi rossi.
- Lanciato una pallina da Baseball e mostrata con orgoglio.
- Fatto firmare due libri e la pallina.
- Parlato con Christian Meyer.
- Goduto del sorriso di Christian Meyer che mi ha fatto scendere un'innocente lacrimuccia.
- Percorso delle strade che non conoscevo.
- Visto Napoli da Corso Vittorio Emanuele (che vertigini, porcoggiuda) .
- Bestemmiato il traffico.
- Conosciuto personcine simpatiche.
- Avuto a che fare con Lorenzo il Sicurezzo.
- Assistito ad un soundcheck perfetto.
- Salutato Mangoni come uno zio.
- Parlato con Rocco Tanica del più e del meno.
- Constatato che il suddetto è davvero un bell'ometto.
- Fissato il suddetto per tutto il tempo alla ricerca di particolari.
- Avuto una dedica per mio fratello sul quadernetto dell'Università.
- Salutato Faso con la mano mentre abbandonavo il soundcheck.
- Cambiato le ricevute dei biglietti.
- Bevuto un caffè alle 7 e mezza di sera.
- Aspettato con impazienza le 8 e mezza.
- Preso posto.
- Cantato a squarciagola per tutto il concerto.
- Applaudito fragorosamente per tutto il concerto.
- Riso come una deficiente.
- Urlato tantissimo slogan standard quali "Elio sei bellissimo" "Nudo" Mangoni Mangoni" "Forza Panino" "Faso Faso" "Vai Christian".
- Urlato tantissimo slogan un po' meno standard quali "Baustelle" "Rocco sposami".
- Scattato foto mosse.
- Fatto dei video sicuramente migliori delle foto.
- Constatato che Faso ha delle gambe magrissime.
- Comprato una maglietta.
- Sperato che si facesse il backstage.
- Saputo che il backstage non si faceva.
- Salutato Eugenio Bennato che usciva dal retro.
- Salutato di nuovo Mangoni chiedendo di poter fare una foto.
- Salutato Cesareo con un "Ciao, Cesareo!" pieno di entusiasmo adolescenziale.
- Acchiappato al volo Christian Meyer e fatto una foto con lui.
- Scattato una foto con Mangoni.
- Dato una pacca sulla spalla di Elio.
- Scattato una foto con Faso.
- Toccato i baffi di Faso.
- Salutato per l'ennesima volta Rocco Tanica chiedendo una foto con lui.
- Sottratto Rocco Tanica dalla carica dei Mille.
- Scattato una foto con Rocco Tanica con grande entusiasmo adolescenziale.
- Salutato tanto Rocco Tanica.
In parole povere: assistito al miglior concerto del 2008.
Non mi chiedete qual è il posto preciso perché non lo ricordo più nemmeno io. Non è colpa mia se a Caserta abbiamo il personale della Ticketteria altamente handicappato.
Non ditemi nemmeno che il posto non è un granchè: lo so perfettamente anche io, ma nella platea era rimasto solo questo. O meglio, un altro ce n'era, in sesta fila, ma era praticamente dietro la tenda e probabilmente avrei sacrificato la visione di un componente (credo Rocco Tanica o Jantoman dal momento che, essendo pianolisti, sono gli unici un po' in this party rispetto agli altri) .
Ora non mi resta che aspettare il fatidico 5 Maggio.
Quando tutto sarà terminato, potrò riprendere la mia vita da frequentatrice assidua dei convogli Trenitalia, serbando però nel cuore la meravigliosa immagine di un Mangoni svolazzante.
Ebbene, so quanti di voi non vedevano l'ora che mettessi un video del genere... Contenti ora?
In realtà, questo ha anche una seconda parte che metterò più avanti... Forse.
No, niente forse. La metterò e basta. C'è un continuo sgambettare in quell'ultimo video che mi fa tanto sorridere. E anche gli altri hanno bisogno di sorridere, ergo la metterò. Magari come aggiornamento di Dicembre (giusto per non correre troppo) .
Per il momento, sappiate che io ormai amo quest'uomo e nessuno me lo toglierà più dalla testa. Paul McCartney ora ha finalmente un amico con il quale dividersi qualche posto in classifica (sì, perchè Paul McCartney è avanti e almeno quattro posti sono occupati da lui) .
Inoltre, gioite! Sono tornata tra voi dopo alcuni giorni di assenza e sono anche sopravvissuta alla confisca del computer da parte di mio padre (motivo ancora rimasto nell'ombra e, probabilmente, ci resterà per il resto dei miei giorni) . Dovrei essere molto incazzata per questa cosa e soprattutto perché mi sono persa, per l'ennesima volta, un concerto elico gratis, stavolta a Napoli. Dovrei essere molto incazzata, infatti un po' lo sono, ma mi faccio il segno della croce pregandoli di tornare in questa patria in futuro prossimo.
Oltre ciò, ci tengo anche a dire che il mio studio universitario procede davvero in modo pessimo. Ergo, lancio un appello a tutti gli universitari passanti di qua: ma voi come cazzo fate a studiare sette libri per sette esami in un arco di tempo compreso tra Ottobre e Dicembre?
Grazie.
Dopo aver concluso quanto detto su, posso ora dedicarmi ad un altro argomento di fondamentale importanza: Metropolis.
Sì, il film, Metropolis.
Voglio rendere tutti partecipi della mia estrema gaiezza nel possedere, finalmente, il DVD di codesta perla del cinema muto.
Ok, lo so, l'ho scaricato e l'ho visto tre volte, ma volete paragonare un misero e freddo download con la potenza e lo splendore di un prodotto originale? Nono, non esiste assolutamente.
Il film scaricato lo regalerò. Se qualcuno lo vuole, si faccia avanti e valuterò la proposta.
Adesso che ho esaurito le priorità, posso chiudere qui.
Ah, ma poi, mica s'è capito che mi sono data al cinema tedesco?
Io dico: quest'uomo l'ho sempre voluto sposare nel caso Paul McCartney non fosse libero. In effetti, libero non lo è mai stato e nemmeno sono riuscita ad avere il mio ripiego. Oramai potrebbe essere mio nonno.
L'Alieno, però, ancora oggi ha il suo fascino. Ed è per questo che posto questo video qui. Godetevelo.
E ripenso: è passato un anno dalla scampagnata casertana in compagnia dei miei amati Cirillo. Ovviamente, son successe miliardi di cose, sarebbe scontato dirlo.
Però non mi fate che non vi presentate più perchè io vi vengo a prendere ovunque siate. Lo sapete che senza di voi, mi mancherebbe qualcosa di grande. Anche troppo.
Il Futurismo italiano, padre di numerosi futurismi e avanguardisti esteri, non rimane prigioniero delle vittorie mondiali ottenute "in venti anni di grandi battaglie artistiche politiche spesso consacrate col sangue" come le chiamò Benito Mussolini. Il Futurismo italiano affronta ancora l'impopolarità con un programma di rinnovamento totale della cucina.
Fra tutti i movimenti artistici letterari è il solo che abbia per essenza l'audacia temeraria. Il novecentismo pittorico e il novecentismo letterario sono in realtà due futurismi di destra moderatissimi e pratici. Attaccati alla tradizione, essi tentano prudentamente il nuovo per trarre dall'una e dall'altro il massimo vantaggio.
Contro la pastasciutta
Il Futurismo è stato definito dai filosofi "misticismo dell'azione", da Benedetto Croce "antistoricismo", da Graça Aranha "liberazione dal terrore estetico", da noi "orgoglio italiano novatore", formula di "arte-vita originale", "religione della velocità", "massimo sforzo dell'umanità verso la sintesi", "igiene spirituale", "metodo d'immancabile creazione", "splendore geometrico veloce", "estetica della macchina".
Antipraticamente quindi, noi futuristi trascuriamo l'esempio e il mònito della tradizione per inventare ad ogni costo un nuovo giudicato da tutti pazzesco.
Pur riconoscendo che uomini nutriti male o grossolanamente hanno realizzato cose grandi nel passato, noi affermiamo questa verità: si pensa si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia.
Consultiamo in proposito le nostre labbra, la nostra lingua, il nostro palato, le nostre papille gustative, le nostre secrezioni glandolari ed entriamo genialmente nella chimica gastrica.
Noi futuristi sentiamo che per il maschio la voluttà dell'amare è scavatrice abissale dall'alto al basso, mentre per la femmina è orizzontale a ventaglio. La voluttà del palato è invece per il maschio e per la femmina sempre ascensionale dal basso all'alto del corpo umano. Sentiamo inoltre la necessità di impedire che l'Italiano diventi cubico massiccio impiombato da una compattezza opaca e cieca. Si armonizzi invece sempre più coll'italiana, snella trasparenza spiralica di passione, tenerezza, luce, volontà, slancio, tenacia eroica. Prepariamo una agilità di corpi italiani adatti ai leggerissimi treni di alluminio che sostituiranno gli attuali pesanti di ferro legno acciaio.
Convinti che nella probabile conflagrazione futura vincerà il popolo più agile, più scattante, noi futuristi dopo avere agilizzato la letteratura mondiale con le parole in libertà e lo stile simultaneo, svuotato il teatro della noia mediante sintesi alogiche a sorpresa e drammi di oggetti inanimati, immensificato la plastica con l'antirealismo, creato lo splendore geometrico architettonico senza decorativismo, la cinematografia e la fotografia astratte, stabiliamo ora il nutrimento adatto ad una vita sempre più aerea e veloce.
Crediamo anzitutto necessaria:
a) L'abolizione della pastasciutta, assurda religione gastronomica italiana.
Forse gioveranno agli inglesi lo stoccafisso,il roast-beef e il budino, agli olandesi la carne cotta col formaggio, ai tedeschi il sauer-kraut, il lardone affumicato e il cotechino; ma agli italiani la pastasciutta non giova. Per esempio, contrasta collo spirito vivace e coll'anima appassionata generosa intuitiva dei napoletani. Questi sono stati combattenti eroici, artisti ispirati, oratori travolgenti, avvocati arguti, agricoltori tenaci a dispetto della voluminosa pastasciutta quotidiana. Nel mangiarla essi sviluppano il tipico scetticismo ironico e sentimentale che tronca spesso il loro entusiasmo.
Un intelligentissimo professore napoletano, il dott.Signorelli, scrive: "A differenza del pane e del riso la pastasciutta è un alimento che si ingozza, non si mastica. Questo alimento amidaceo viene in gran parte digerito in bocca dalla saliva e il lavoro di trasformazione è disimpegnato dal pancreas e dal fegato. Ciò porta ad uno squilibrio con disturbi di questi organi. Ne derivano: fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo".
Invito alla chimica
La pastasciutta, nutritivamente inferiore del 40% alla carne, al pesce, ai legumi, lega coi suoi grovigli gli italiani di oggi ai lenti telai di Penelope e ai sonnolenti velieri, in cerca di vento. Perchè opporre ancora il suo blocco pesante all'immensa rete di onde corte lunghe che il genio italiano ha lanciato sopra oceani e continenti, e ai paesaggi di colore forma rumore che la radiotelevisione fa navigare intorno alla terra? I difensori della pastasciutta ne portano la palla o il rudero nello stomaco, come ergastolani o archeologi. Ricordatevi poi che l'abolizione della pastasciutta libererà l'Italia dal costoso grano straniero e favorirà l'industria italiana del riso.
b) L'abolizione del volume e del peso nel modo di concepire e valutare il nutrimento.
c) L'abolizione delle tradizionali miscele per l'esperimento di tutte le nuove miscele apparentemente assurde, secondo il consiglio di Jarro Maincave e altri cuochi futuristi.
d) L'abolizione del quotidianismo mediocrista nei piaceri del palato.
Invitiamo la chimica al dovere di dare presto al corpo le calorie necessarie mediante equivalenti nutritivi gratuiti di Stato, in polvere o pillole, composti albuminoidei, grassi sintetici e vitamine. Si giungerà così ad un reale ribasso del prezzo della vita e dei salari con relativa riduzione delle ore di lavoro. Oggi per duemila kilowatt occorre soltanto un operaio. Le macchine costituiranno presto un obbediente proletariato di ferro acciaio alluminio al servizio degli uomini quasi totalmente alleggeriti dal lavoro manuale. Questo, essendo ridotto a due o tre ore, permette di perfezionare e nobilitare le altre ore col pensiero le arti e la pregustazione di pranzi perfetti.
In tutti i ceti i pranzi saranno distanziati ma perfetti nel quotidianismo degli equivalenti nutritivi.
Il pranzo perfetto esige:
Un'armonia originale della tavola (cristalleria vasellame addobbo) coi sapori e colori delle vivande.
L'originalità assoluta delle vivande.
Il "Carneplastico"
Esempio: per preparare il Salmone dell'Alaska ai raggi del sole con salsa Marte, si prende un bel salmone dell'Alaska, lo si trancia e passa alla griglia con pepe e sale e olio buono finché è bene dorato. Si aggiungono pomodori tagliati a metà preventivamente cotti sulla griglia con prezzemolo e aglio.
Al momento di servirlo si posano sopra alle trancie dei filetti di acciuga intrecciati a dama. Su ogni trancia una rotellina di limone con capperi. La salsa sarà composta di acciughe, tuorli d'uova sode, basilico, olio d'oliva, un bicchierino di liquore italiano Aurum, e passati al setaccio. (Formula di Bulgheroni, primo cuoco della Penna d'Oca.)
Esempio: Per preparare la Beccaccia al Monterosa salsa Venere, prendete una bella beccaccia, pulitela, copritene lo stomaco con delle fette di prosciutto e lardo, mettetela in casseruola con burro, sale, pepe, ginepro, cuocetela in un forno molto caldo per quindici minuti innaffiandola di cognac. Appena tolta dalla casseruola posatela sopra un crostone di pane quadrato inzuppato di rhum e copritela con una pasta sfogliata. Rimettetela poi nel forno finchè la pasta è ben cotta. Servitela con questa salsa: un mezzo bicchiere di marsala e vino bianco, quattro cucchiai di mirtilli, della buccia di arancio tagliuzzata, il tutto bollito per 10 minuti. Ponete la salsa nella salsiera e servitela molto calda. (Formula di Bulgheroni, primo cuoco della Penna d'Oca).
L'invenzione di complessi plastici saporiti, la cui armonia originale di forma e colore nutra gli occhi ed ecciti la fantasia prima di tentare le labbra.
Esempio: Il Carneplastico creato dal pittore furista Fillìa, interpretazione sintetica dei paesaggi italiani, è composto di una grande polpetta cilindrica di carne di vitello arrostita ripiena di undici qualità diverse di verdure cotte. Questo cilindro disposto verticalmente nel centro del piatto, è coronato da uno spessore di miele e sostenuto alla base da un anello di salsiccia che poggia su tre sfere dorate di carne di pollo.
Equatore + Polo Nord
Esempio: Il complesso plastico mangiabile Equatore + Polo Nord creato dal pittore furista Enrico Prampolini è composto da un mare equatoriale di tuorli rossi d'uova all'ostrica con pepe sale limone. Nel centro emerge un cono di chiaro d'uovo montato e solidificato pieno di spicchi d'arancio come succose sezioni di sole. La cima del cono sarà tempestata di pezzi di tartufo nero tagliati in forma di aeroplani negri alla conquista zenit.
Questi complessi plastici saporiti colorati profumati e tattili formeranno perfetti pranzi simultanei.
L'abolizione della forchetta e del coltello per i complessi plastici che possono dare un piacere tattile prelabiale.
L'uso dell'arte dei profumi per favorire la degustazione.
Ogni vivanda deve essere preceduta da un profumo che verrà cancellato dalla tavola mediante ventilatori.
L'uso della musica limitato negli intervalli tra vivanda e vivanda perchè non distragga la sensibilità della lingua e del palato e serva ad annientare il sapore goduto ristabilendo una verginità degustativa.
L'abolizione dell'eloquenza e della politica a tavola.
L'uso dosato della poesia e della musica come ingredienti improvvisi per accendere con la loro intensità sensuale i sapori di una data vivanda.
La presentazione rapida tra vivanda e vivanda, sotto le nari e gli occhi dei convitati, di alcune vivande che essi mangeranno e di altre che essi non mangeranno, per favorire la curiosità, la sorpresa e la fantasia.
La creazione dei bocconi simultanei e cangianti che contengano dieci, venti sapori da gustare in pochi attimi. Questi bocconi avranno nella cucina futurista la funzione analogica immensificante che le immagini hanno nella letteratura. Un dato boccone potrà riassumere una intera zona di vita, lo svolgersi di una passione amorosa o un intero viaggio nell'Estremo Oriente.
Una dotazione di strumenti scientifici in cucina: ozonizzatori che diano il profumo dell'ozono a liquidi e a vivande, lampade per emissione di raggi ultravioletti (poiché molte sostanze alimentari irradiate con raggi ultravioletti acquistano proprietà attive, diventano più assimilabili, impediscono il rachitismo nei bimbi, ecc.) elettrolizzatori per scomporre succhi estratti ecc. in modo da ottenere da un prodotto noto un nuovo prodotto con nuove proprietà, mulini colloidali per rendere possibile la polverizzazione di farine, frutta secca, droghe ecc.; apparecchi di distillazione a pressione ordinaria e nel vuoto, autoclavi centrifughe, dializzatori. L'uso di questi apparecchi dovrà essere scientifico, evitando p.es. l'errore di far cuocere le vivande in pentole a pressione di vapore, il che provoca la distruzione di sostanze attive (vitamine, ecc.) a causa delle alte temperature. Gli indicatori chimici renderanno conto dell'acidità e della basicità degli intingoli e serviranno a correggere eventuali errori: manca di sale, troppo aceto, troppo pepe, troppo dolce.
- Manifesto della cucina futurista
Filippo Tommaso Marinetti
Non ho potuto fare a meno di metterlo.
Non credo che mi possa piacere questo tipo di cucina, comunque.
Dicembre è stato un mese all'insegna dei Beatles. Credo che ciò sia dovuto all'uscita di "Love", una raccolta di canzoni restaurata e quant'altro. "I Beatles come non li avete mai sentiti prima", recita la pubblicità sui cartelloni. Sinceramente non saprei dire. Ho ascoltato qualche canzone del disco alle Messaggerie Musicali a Milano. Al contrario di ciò che alcuni possano pensare, non ho comprato il disco, anche perché ero più interessata alla versione DVD con vari live e trailer che al cd in sé. Così come mi interessano poco tutte le varie antologie uscite in questi anni. Per carità, ben fatte e tutto il resto, ma, se posso avere proprio l'album con tutte le canzoni, a che mi serve un'antologia?
E proprio per quanto riguarda i dischi, a Milano ho comprato due album che mi mancavano. Uno è "A Hard Day's Night" e l'altro "Rubber Soul". Tutti e due molto belli. O forse sono io che stravedo così tanto per loro, che ogni canzone mi sembra magnifica.
La Beatlemania ha colpito anche me, anche se con ben 30 anni di ritardo.
Dico 30 perchè avevo solo 5 anni quando ascoltai le loro canzoni per la prima volta. Mio padre usava sentire sempre le musicassette in macchina, quando partivamo per andare a Milano o al mare. All'epoca per me erano solo belle canzoncine, ma si sa che è crescendo che uno apprezza le cose che ha e che gli sono state date. E, per questo, ringrazio tanto mio padre, che forse, anche lui come me, amava così tanto i Fab Four.
Tuttavia da piccola ero matta, letteralmente. Mi innamorai di Paul McCartney, il "cute Beatle", come venne soprannominato. Devo ammettere, però, che l'adorazione per lui mi è rimasta, da qualche parte nella mia stanza ho qualche suo ritaglio di giornale che conservo gelosamente. A 7 anni decisi di tagliarmi i capelli corti. Chi mi conosce veramente (credo che questo discorso valga solo per i miei parenti) ricorda forse che in quel periodo portavo i capelli da maschietto. Inutile dire che mi ero liberamente ispirata a George Harrison: pretendevo il suo stesso taglio. Direi che il parrucchiere ci riuscì benissimo anche se, ovviamente, non aveva la benchè minima idea di cosa la mia testolina bacata pensasse.
Che John Lennon fosse morto nel 1980, poi, non ne ero a conoscenza. Tuttavia, non mi ci è voluto molto per scoprirlo, per i miei 10 anni sapevo quando era nato, quando era morto, chi l'aveva ucciso e dove.
Quando, invece, nel 2001, morì George Harrison, ci rimasi malissimo. Un altro che se ne andava. Ricordo che dopo quel fatto, per un periodo di tempo, non li ascoltai più. Mi concentrai molto sulla musica classica, invece, che avevo accantonato da parecchio. Devo ammettere che, comunque, è stato un piacere riscoprirla.
Tuttavia, non potevo starci lontana troppo a lungo. Così ritirai fuori tutto il mio materiale, ricominciai a fregare i dischi a mio padre e sentirli quando non c'era nessuno in casa. Che siano sopravvissuti solo due membri, non importa, non se c'è gente che, a distanza di anni, apprezza sul serio la loro musica.
Perché ho raccontato tutta questa storia? Sinceramente, ora che la rileggo, mi accorgo che non ha molto senso. Direi che si intona perfettamente con tutto quello che c'è qui nel blog, che di senso forse ne ha ben poco. Comunque, credo ci tenessi a scriverla, per evitare che questo qualcosa che tanto ho amato, cada nel baratro dell'oblio e occupi proprio l'unico posto della mia mente e del mio cuore riservato a ciò che ho dimenticato.
Quem mihi dabis qui aliquod pretium tempori ponat, qui diem aestimet, qui intellegat se cotidie mori?
.Lavinia?.
Classe 1989, tramonto degli '80s, ma col muro di Berlino in piedi. Bibliomane, cinefila e cinofila. Nemica del popolo, stranamente ancora abbastanza sportiva, finta fotografa, viaggiatrice solitaria, alcolista ben affermata. Disegnatrice senza più ispirazione, ex-musicista, ma ancora appassionata ascoltatrice di tutto quello che le si para davanti. Con le dovute cernite, s'intende.
Un paesino a sud di Caserta non è esattamente l'ideale, soprattutto se gli unici treni per raggiungerlo sono quelli della tratta via Cancello. Passate di qua? Portate i miei saluti in famiglia.
Io sono uno,nessunoe centomila. Sono here,thereand everywhere.Porcoggiuda, quantiaccount inutiliche c'ho.
L'ipocrisia, 3/4 del genere umano, la moda, il razzismo, le violenze sugli animali (in particolare i cani) , il sole troppo forte e la troppa afa.
.Et amo.
L'umorismo surreale, l'ironia e il sarcasmo, conoscere nuove culture, Dario e Giacomo, la mia Gloglì, la mia cagnolina, l'arte in tutte le sue espressioni, le arti marziali.
.Books.
In fase di lettura
.Music.
.Movies.
Ultimo film visto
.L'angolo degli Altarini.
Beatles
John, Paul, George, Ringo. I Fab Four, i Baronetti, quelli degli anni '60. Loro comunque.
Ludwig van Beethoven
Non il cane, ma quello da cui prende il nome. Provateci voi a suonare e comporre senza averci l'udito, stronzetti.
Charlie Chaplin
Charlot, sì, quello coi baffetti, la bombetta e il bastoncino.
Charles M. Schulz
Il creatore dei Peanuts. Chi sono i Peanuts? Mi rifiuto di spiegarvelo, cercate su Google. In ogni caso, il mio personaggio preferito è Schroeder.
Luigi Pirandello
In realtà questa potrebbe essere un'opzione random, ma diciamo che lui ha scritto tutto lo scrivibile ed ha tutto il mio affetto.
Elio e le Storie Tese
Il complessino tutto matto, con particolare attenzione e occhietto languido alla persona di Sergio Conforti alias Rocco Tanica. Il perché, percome e perquando non vi riguarda, ma è facilmente intuibile.
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