Sì, sì, pinito.
Ciao Estate 2009, anche con te abbiamo concluso. Sono finalmente tornata a casa, quella campana. Starò qui una settimana, il tempo di disfare la valigia estiva e di rifarne un'altra, far sparire tutto ciò che potrebbe esserci di compromettente in giro, caricare gli scatoloni in macchina e via.
Maddaloni e Caserta non mi mancheranno. Le mie preferenze sono sempre state per Napoli, grande e sofferente. Una specie di Polifemo accecato e agonizzante, è per terra che si contorce e la gente, invece di aiutarlo, lo prende a calci. Nord, Sud, Centro, non c'è differenza: quando le persone vogliono far del male sono tutte estremamente identiche. Non c'è dialetto né tradizione che tenga.
Dicevo quindi che la mancanza di Maddalocchio e Caserta non la sentirò, cosa mi dovrebbe mancare, poi? La Reggia? Che non sono nemmeno in grado di curare? E non mi spuntate fuori con gli articoli che dicono che il giardino della Reggia è stato nominato il più bello d'Italia perché quel giudizio si riferisce al Giardino Inglese e, insomma, se tenevano male anche quello erano proprio dei cani della peggior specie. Con tutto il rispetto e le dovute scuse ai veri cani. Massì, in fondo che glie frega, adesso stiamo a vedere per quanto tempo si crogioleranno del bel voto preso al compitino. Che mestizia, mi fanno veramente passare la voglia di fare qualsiasi cosa. Adesso chiudiamo qui, però, non ho voglia di incazzarmi. A Napoli ci andrò quando ricapiterò in zona. Dopotutto anche Totò viveva a Roma e "funicolare senza corrente" rimane uno dei miei insulti preferiti.
Io poi voglio gli Inverni veri, voglio gli Inverni freddi e secchi, voglio mettere quei maglioni pesanti e colorati che qui ero costretta a tenere nell'armadio a causa delle temperature troppo elevate. Voglio andare in bicicletta evitando di rischiare la vita ogni volta che metto piede fuori dal portone.
Si torna a casa, com'è andata questa Estate? Quella solitaria o in compagnia? Entrambe.
Mah. Non male. Tutto sommato è andata bene, le premesse erano peggiori.
Mi è dispiaciuta la non-presenza di Dario, ma in fondo a qualcosa è un po' servita, ergo non mi lamento.
Mi è servita a capire che in realtà sono ancora avvilita. Che qualsiasi chitarra fa lo stesso suono se sei tu a suonarla. Che sugli scogli ti fai il culo quadrato con tanti buchetti, però il dolore lo si sente solo quando ci si alza, barcollando, per tornare a casa.
Non abbiamo bevuto nulla eppure non siamo riusciti a finire il cruciverba senza quadratini neri, quello è difficile, eh, però è ben poca cosa rispetto alla stessa versione su La Settimana Enigmistica. Quella sì che spacca il culo.
Che fine hanno fatto i DiPiù? C'erano, ma ne ho sfogliato solo uno. E Il Venerdì? Li ho letti a casa mia, seduta sul mio scomodissimo letto.
Abbiamo disertato Torrepaduli preferendo delle sane ore di sonno in più, stiamo diventando proprio vecchi.
I fuochi però li abbiamo visti, il panino di Ferragosto ce lo siamo pappato, tutto dall'interno del cantiere che comunque era sulla spiaggia, proprio nel posto dove ci siamo sempre messi noi. Ce l'avranno recintato apposta? Quel posto tra un anno o due non esisterà più, sai? Ci saranno delle sane ed allegre vasche di scolo, perché in fondo abbiamo sempre un porto vicino. E la salute del mare è più importante del nostro posto per i fuochi.
Avrei voluto vederti mentre suonavi in quel posto che fa tanto Grecia, dimenticando di essere nei dintorni di Lecce o Brindisi. O quella roba lì, insomma. Eccomunque non ci credo che l'anno prossimo vuoi stare a Leuca da Giugno ad Agosto e che festeggeremo il compleanno di Dario con tanti rustici tricasini. Proprio no.
"Perché dovrei venire in quella città di merda?"
Per me. Perché ci sono io, mi pare ovvio.
Ovvio un cazzo. Non è ovvio. Va be', ma tanto io mica l'ho detto, nonnò. Ho fatto spallucce.
"Boh... Qualcosa da fare a Milano lo si trova sempre."
Ah, volevo anche dirti che vi sono vicina. Mi piacerebbe esserci anche fisicamente perché quando è successo a me sono impazzita e gli altri sono rimasti lì a guardarmi.
Ma in fondo proprio di me non avete bisogno, quindi va bene così.
Innanzitutto, un vaffanculo alla Ticketteria di Caserta, sita in via Vincenzo Gemito 81. Senza la massima ironia, senza cordialità. Scortesia, sconvenienza, s'inculi se non trova ciò che le interessa, tanto qua siamo gli unici e facciamo il cazzo che vogliamo. Le tre S.
Commesso non si nasce, ma con un po' di pazienza si può diventarlo, poi quando sono le 8 di sera e chiudi la baracca, allora maledici il mondo intero.
Fortunatamente è l'ultima volta che mi rivolgo a loro, sia perché non comprerò mai più un qualsiasi biglietto lì, sia perché adesso me ne vado e tanti saluti. Come al solito, questa - scusatemi il termine - città non fa assolutamente nulla per smentirsi, almeno nei confronti dei suoi abitanti. Meglio, zero rimpianti.
Tempo scaduto.
Domani parto per Leuca per l'altrettanto breve Estate 2009. Stavolta non dovrò studiare, potrò stare spaparanzata in dieci posti diversi a leggere qualcosa (sperem) o semplicemente a fare un cazzo. Con eleganza, ovviamente. Quest'anno è molto probabile che io riesca a postare qualcosina anche da là; sì, lo so che lo ripeto ogni anno eppoi finisce tutto abbandonato, ma era diverso, l'Internet non dipendeva da me. A Leuca sono nemici della tecnologia, basti pensare che il segnale del digitale terrestre non è stato ancora attivato. Tanto succede che la tecnologia vince sempre, la gente comincia a lamentarsi perché non vede questo, non riceve quello e cazzi vari ed eventuali e tec, ecco il tuo bell'ADSL + SKY tutto compreso, Mediaset Plus, digitale terrestre integrato. Per la fibra ottica ci stiamo attrezzando.
In conclusione, direi che la data ufficiale di rientro è fissata per il 27 Agosto. Non oltre. Detto tra noi, non vedo l'ora che arrivi. Mi sono presa di vacanza già tutta la prima parte di quest'anno. Ho lavoricchiato in radio, fatto un paio di altre cose forse utili o forse no, però almeno ho occupato le giornate e sono sopravvissuta ad uno strazio quasi annunciato. Passa 'sto mese, finisce l'agonia travestita da pacchia.
Dunque, ricapitoliamo:
Giugno è arrivato nonostante il tempo, fino a ieri, facesse venire qualche dubbio sulla data esatta.
In questi due mesi che restano dovrò occuparmi delle carte per il trasferimento universitario, la qual cosa mi crea già un po' di nervosismo: dover tornare a sprecare attimi di vita preziosi nella Segreteria di Lettere mi inquieta, soprattutto dopo l'avventura dell'immatricolazione quando, nel Settembre 2007, son tornata allo sportello per ben sette volte a causa di impiegati che ogni volta dicevano una cosa diversa. È proprio vero che l'Università ti prepara alla vita, diventare scemi dietro alle Segreterie di facoltà ti prepara alle lunghe code degli uffici pubblici.
Ma tralasciamo. Tralasciamo perché proprio oggi ho trovato un sito molto interessante: si tratta di Codice a Barre, una sorta di associazione giovanile creata e rivolta ai giovani di Paderno Dugnano. Ho dato un'occhiata al sito leggendo per bene le varie proposte e devo dire che lo scopo è degno di lode. Ho sempre guardato con occhio ammirato e un po' invidioso quelle piccole associazioni e/o unioni presso cui giovani come me potevano ritrovarsi sia per cazzeggiare a mo' di oratorio, sia per discutere di cose serie. Credo che far parte di un gruppo come il loro mi possa aiutare ad ambientarmi meglio a Paderno dal punto di vista "umano", visto che in paese non conosco più nessuno. Oltre al fatto che dare una mano in modo attivo è sempre una cosa costruttiva. È iniziata invece qualche giorno fa la mia collaborazione, che si spera essere lunga e felice, con la web-radio RadioNation. Ho iniziato ad ascoltarla il mese scorso, seguendo una trasmissione serale di alcuni amici che hanno pensato bene di tirarmi dentro, come ospite loro e anche di altri. Presto inizierò anche io un programma, stavolta in qualità di speaker, insieme ad un amico che ha gentilmente accettato la mia interessantissima offerta di co-conduzione. Per il momento non voglio anticipare nulla, un po' perché è bello tenervi tutti sulle spine, un po' perché la stesura non è ultimata. Si saprà tutto a tempo debito.
Ora basta sdoganare informazioni ché non so più come concludere 'sto post.
Esisto ancora, eh. Esisto e resisto. Diverse volte, in questo mese e mezzo, ho aperto la pagina di Splinder per tentare di scrivere qualcosa, ma non mi veniva niente in mente. Anche perché non c'era nulla da dire, tutto sommato. Non che oggi ci siano argomenti, per carità, però due robine mi andava di scriverle.
Tanto per cominciare, ho messo il punto finale al capitolo patente. Sono ancora piuttosto incredula, mi dimentico perfino di averla. Non che i miei genitori mi aiutino particolarmente nel ricordarmelo, son quasi passati due mesi e io non ho ancora guidato una macchina diversa da quella della scuola guida.
Poi, per evitare di ammorbarmi troppo, ho trovato un paio di "lavoretti". Il primo riguarda un blog di musica anche abbastanza conosciuto, devo dire. Si tratta di Soundsblog, lo staff aveva bisogno di un autore che si occupasse di radiofonia visto che l'incaricato aveva lasciato il posto. Per un caso che definire fortuito è poco, da lettrice del blog avevo mandato una mail chiedendo se sarebbero tornati ad occuparsi un pochino di più di radio. E insomma, come si suol dire, da cosa nasce cosa, ed ora, a scrivere di radio ci son proprio io. Ciò che però mi fa un po' dispiacere è che si occupano solo dei grandi network quando ci sarebbe tanto da dire su emittenti minori ma comunque ben affermate come Radio Subasio o Radio LatteMiele, per dirne due; oppure le radio universitarie, le webradio che ormai ricevono sempre più consensi... Ma va be'.
Il secondo "lavoretto" riguarda proprio la radio in sé: ho scoperto da qualche mese che Maddaloni aveva una sua piccola emittente la cui sede è praticamente a 50 metri da casa mia. Si chiama New Radio Network e non è altro che la vecchia Radio Maddaloni International a sua volta nata da Radio Maddaloni City, i cui trasmettitori erano stati montati da mio zio in gioventù sulla terrazza di alcuni amici. Sta di fatto che ho chiesto se avevano bisogno di qualcuno, mi andava bene qualsiasi cosa. E in effetti faccio un po' qualsiasi cosa: compilo le playlist per qualche programma, registro i nuovi singoli nel database principale, funziono da redattrice quando me lo chiedono e, soprattutto, imparo il mestiere del fonico che, si sa, nella vita un fonico può sempre servire. Il risultato è che sto lì ogni pomeriggio fino a quando non è ora di andare in palestra. Tutto sommato a me fa piacere anche se durerà circa un altro mese e mezzo visto che le loro programmazioni andranno in vacanza e io inizio i trasferimenti verso il nord. Sì, esatto, ormai è ufficiale: a Settembre andrò a Paderno da nonna, continuerò Lettere alla Statale e quant'altro. È molto probabile che con gli esami dovrò ricominciare da capo, però bah, fa niente, non mi spavento mica. Al massimo, potrei infastidirmi, ma spaventarmi no. È una seconda opportunità che mi arriva gentilmente offerta, la possibilità di fare un altro giro su quella giostra tanto bella e divertente, giro pagato da altri, peraltro. Approfittiamone dunque, facciamocelo questo giro, divertiamoci e ridiamo, ridiamo, ridiamo.
Per una volta voglio provare a lasciare alle spalle il mio solito realismo pessimistico (o pessimismo realista, se esistono in natura) e provare a pensare bene di ciò che farò. La qual cosa è difficile per una che ha l'autostima sotto i piedi e quelli che dovrebbero essere i propri familiari hanno già una vanga in mano pronti a portargliela ancora più in basso. I 700 km che ci divideranno mi faranno bene, faranno bene ai miei poveri nervi, messi a dura prova perfino nelle vacanze. Un'altra radiolina dove far finta di intendersene di cuffie e microfoni la si trova, la troverò e continuerò la mia gavetta, perché io la considero tale.
Ripensandoci, se andassi a spulciare nei post nel 2006, sembrava assai lontano il tempo in cui avrei provato a mettere in atto quel pochino che avevo imparato. Mah, staremo a vedere.
Mi sono appena resa conto di quanto possa essere utile dare titoli ai post. Un post con un titolo, qualsiasi esso sia, ha indubbiamente un impatto maggiore rispetto ad uno senza; quante volte, d'altronde, ci è capitato di acquistare un libro - anche un film, volendo - solo perché era proprio il titolo di questo ad incuriosirci.
Quando misi questo template personalizzabile feci la stronzata di togliere i codici per i titoli.
"Va be', qual è il problema: riprendo l'html e glielo reimposto". Sì, proprio così.
C'ho smanettato un pochino, ma nulla, non riesco a reinserirlo. Ciò significa, dunque, che ho diverse modalità d'azione:
1. Chiedo a qualche nerd di mia conoscenza (che, assicuro, son tanti) di aiutarmi.
(Opzione dall'alta probabilità di riuscita, quando la figa chiama il nerd risponde)
2. Continuo a smanettare copincollando codici a destra e a manca sperando di non combinare disastri cheppoi non mi va di rimettere a posto.
(Opzione dalla medio-alta probabilità di non riuscita, causa rottura di chitarrini)
3. Continuo a tenermi i post senza titoletti cazzuti per castigo personale così la prossima volta tengo le mani a posto.
(Opzione dall'altissima probabilità di riuscita, riconducibile alla rottura di cui sopra)
Questa mia voglia di rinnovo ultimamente si sta manifestando sempre più spesso. Nella mia camera mi ritrovo a riordinare le cose in maniera diversa, a cambiare la disposizione di quadretti e dischi.
E, come dicevo prima, il blog non è stato esentato. Presto cambierò l'header, aggiungerò un po' di colore. Ammetto di aver addirittura pensato un'azione alquanto drastica: cambiare completamente piattaforma.
Quando decisi di aprire un blog, Splinder regnava inconstrastato. Ciò che dico è confermato dal fatto che tantissime persone nella mia blogroll abbiano creato il loro spazio più un meno nello stesso periodo e proprio qui; gli altri servizi come Blogger o IoBloggo non erano alla stessa stregua. Questo vantaggio è durato poco: le suddette piattaforme sono state in grado di rinnovarsi, hanno migliorato le funzionalità, sono riuscite a creare un contatto diretto con account di altri siti popolari - DeviantArt, Twitter, Flickr, Last.Fm e lo stesso Facebook - soprattutto, sono riuscite ad attenersi allo stesso tipo di linguaggio informatico. Nei siti/blog di grafica, infatti, non esiste quasi più la distinzione "template Splinder", "template Blogger" etc perché tutte le varie piattaforme "avversarie" si sono uniformate. Ovviamente, tutte tranne Splinder. Dal 2006 ad oggi, non ho mai notato nessun cambiamento effettivamente utile. Non esiste, per esempio, un comando per importare archivi da blog creati altrove.
Se mi dovessi trasferire sceglierei senza dubbio Wordpress, adoro l'interfaccia, persino i layout predefiniti si fanno voler bene. Tuttavia, non traslocherò: cambiare blog è un po' come cambiare numero e telefono. Poi ci sono affezionata, sono affezionata agli adesivi che avevo scelto, ai bannerini e, sì, anche ai miei post minorenni e depressi, alle canzoni e/o citazioni scritte e alle cazzatine spacciate per riflessioni.
Qualcuno potrebbe magari obiettare dicendo che se avessi davvero voglia di rinnovare cancellerei tutto all'istante, sticazzi e vaffanculo. Cari utenti che pensate ciò, la vostra è un'osservazione del tutto legittima, ma non avete considerato una piccola cosa: io non sono cambiata e non sto cambiando. A cambiare è tutto il resto, anzi, degenerare è il termine esatto. È il piccolo mondo intorno a me che declina, possa essere la famiglia o la città. Ed è qui che sta il mio atto di rinnovo, o meglio, dovrebbe starci, ma gli schiocchi di dita e tac abitano luoghi più ameni. "You've come a long way, Charlie Brown" è il profetico titolo di un libricino americano dei Peanuts, potrei affiggermelo come slogan se non me ne venissero in mente almeno sei milioni sempre provenienti dalla saggezza di Snoopy & company.
Trovando quindi un filo conduttore, è davvero utile dare titoli ai post, avere slogan efficaci e - colpo di scena - avere dei propositi per l'anno nuovo. Ebbene sì, gentile pubblico a casa, ho scoperto anche l'utilità di pensare un proposito per ogni anno che inizia e di scriverlo da qualche una parte, possibilmente ben visibile all'autore.
Si può dire che dell'anno scorso sia riuscita nella realizzazione di ben due propositi e mezzo (perché l'unica unità di peso che ho perso è stato un etto) , un bel traguardo per una che aveva perso l'abitudine. Adesso che ci ho preso gusto, posso quindi proseguire con:
- Prendere la patente (possibilmente entro Luglio) ché mi sono rotta il cazzo di cercare gente disposta a darmi un passaggio e/o non poter prendere parte ad eventi perché poi non so come tornare. 'Sta faccenda è in ballo dal 2007 e ancora non vede una fine. Mobbasta veramente però!
- Ritrovare la concentrazione perduta per poter tornare a divorare i libri come regolarmente accadeva fino agli inizi dell'anno scorso.
- Programmare sempre nuovi spostamenti, eliatici e non, per evitare di restare ancorata per troppo tempo a 'sto posto di merda abitato da gente altrettanto di merda.
È tutta roba fattibile se agenti poco atmosferici e molto interni non provvederanno ulteriormente a mettermi i bastoni fra le ruote. Nei giorni scorsi ho dato un'altra prova di, non voglio dire ottima perché non è vero, ma buona sopravvivenza e non sarà un mucchio di sgangherati messi peggio di me a rovinare quel che ho in mente. L'anno bisesto è passato, Paolo Fox dice che il 2009 e il 2010 saranno assai buoni per i Pesci, ergo non vedo perché restare ancora attraccati a questo porto.
Dopo circa dieci giorni di non Internet durante i quali, smanettando offline, sono riuscita a risistemare la grandezza di caratteri e icone del mio computer, rieccomi tornata con qualche piccola modifica utile soprattutto a chi ha manca di qualche diottria.
A parte qualche piccola novità, continue lotte per la secessione, la "preparazione atletica" che mi costringe in palestra tutte le sere per due ore e studi su materie poco felici, direi che scorre tutto inesorabilmente come scorreva ieri, l'altroieri, il mese scorso e sei mesi fa. La staticità dei luoghi si somma alla mia apatia che in realtà così frequente non sarebbe. O non lo sarebbe stata, se avessi fatto scelte più oculate, dato retta a più/meno voci interiori e non, valutato bene ogni pro e contro. Su troppe cose, situazioni, ho lasciato correre dicendo che "tanto avrei fatto presto", "è questione di poco tempo", "sicuramente potrò esserci". Invece non farò presto, i tempi si allungano, io non potrò esserci perché legata alla sedia della mia scrivania da lacci apparentemente inesistenti, ma visibili a chi ci vede lungo e vuole rigirare il coltello nella piaga.
In una sola botta risento di anni di non dialogo, tra me e chiunque mi sia intorno, partendo dai miei genitori. Difficile costruire ora in tutta fretta qualcosa che in venti anni non ha neanche mai avuto un progetto.
Mi ero ripromessa di finire il 2008 meglio di quanto finii il 2007, ma ancora una volta sono di fronte all'ennesima, antichissima storia.
Ringrazio il Signor Quetzalcoatl che ha tirato fuori dal magggico cilindro di Google la maravigliosa immagine che vi propongo.
Alla fine, giusto per ricollegarmi al post precedente, di puntate dei cartoni animati dei Jackson 5 ne avrò vista solo una. Perché mi ricollego all'altro post? Non lo so, mi piaceva questa sorta di continuità. E mi piaceva anche dire che sul Tubo ho trovato diversi spezzoni di "Quelli della notte", programma che non ho mai visto completo nonostante - mi pare - alcune repliche dello stesso sul canale RaiSat.
Tralasciando, è arrivato finalmente l'Autunno e io ho ripreso in mano Mister Manuale della Patente A e B per vedere di porre fine a questa parentesi; è arrivato finalmente l'Autunno, siamo al 23 Settembre, questo significa che tra una decina di giorni ricominceranno i corsi, di nuovo sveglia alle 5.30, il debito delle FS verso la mia persona si allunga.
Però è stato bello accorgersi dopo diversi anni che Qfwfq è palindromo.
L'Estate scorsa fu lunga, sia nel periodo di permanenza che riguardava me e la mia famiglia che quello dei fratelli Cirillo. L'Estate scorsa si è avuto il tempo di lavorare e divertirsi, tornare a casa alle 5 quando invece ci si era ripromessi di non fare tardi; si è avuto il tempo di dormire, leggere, mangiare a sbafo alle sagre. E ancora: ospitare gente per periodi non inferiori ai 7 giorni, incontrarne di nuova, viaggiare per l'Europa, girare per il basso Salento, staccare dal lavoro alle 2 riuscendo anche a tornare a casa, lavarsi da capo a piedi per eliminare l'odore di pesce e/o fritto.
Secondo una legge che non riuscirò a comprendere ad un'Estate piacevole ne deve seguire una più fiacca, lenta o comunque poca cosa se comparata alla precedente.
Pensate che mi stia lamentando? Vi sbagliate. Stranamente l'unica pecca è stata la brevità. In realtà non c'è nulla di negativo in tutto questo. Quest'anno, tra esami ed eventi richiedenti la mia assoluta presenza sia fisicamente che mentalmente, ho deciso di scendere a Leuca il 26 Luglio. Pronostici zero, non troppo interesse per ciò che i Cirillo avrebbero fatto. Questa sorta di indifferenza, devo dire, un po' funziona: per la seconda volta non devo passare periodi infiniti a grattarmi le balle in attesa che qualcuno decida di iniziare le vacanze.
Sì, è andato tutto bene. Il poco tempo a nostra disposizione non ci ha permesso di andare a tutte le sagre che ci interessavano; non abbiamo tenuto nessun quadernetto estivo, non abbiamo mai suonato la chitarra sugli scogli (anche perché Giacomo ha pensato bene di portarsi quella elettrica senza amplificatore) , siamo rincasati la notte alle 3 anziché le 4, bevuto di meno, nessuno s'è fatto assumere come cameriere a nessun ristorante. Nessun torneo di carte, Risiko o Mahjong e più di 3 libri non sono stati acquistati. Io non ho nemmeno fatto il mio consueto viaggio all'estero e sarebbe mia intenzione rifarmi del mancato espatrio con qualche simpatico capolino in altrettanto simpatiche città dell'Italia. Un'Estate all'insegna della crisi economica insomma, e la cosa è stata forse involontariamente sottolineata dal fatto che ci sono stati un po' di ospiti come il bolognese Cecco in casa Colaci/Cirillo e Paolo in casa Brindisino. Tanto gradito il ritorno di Lorenzo e famiglia, segno che il Salento tira e il rapporto qualità/prezzo soddisfa.
L'appuntamento con gli artisti di strada però non ce lo siamo perso. Il giorno dopo i famigerati fratelli sarebbero tornati nel loro locus vivendi. Tutto torna nei ranghi.
Dario non mi ha voluto salutare, fedele alla sua idea dell'"Arrivederci mica addio". La pena sarà il taglio netto di tutti e quattro gli arti, pisello compreso. Ma sempre con la massima ironia.
Voglio chiudere con una piccola considerazione personale su un argomento completamente diverso. Venerdì scorso è andato in onda sulla prima rete Rai un concerto di tributo ai Beatles per il Premio Caruso 2008. Potevo perdermelo? Assolutamente no. Saggia la decisione di affidare canzoni quali "Yesterday", "Blackbird", "Across the Universe", "Hey Jude", "Dear Prudence", "Here comes the sun" e anche, fortunatamente, "Norwegian Wood" e "While My Guitar Gently Weeps" alle uniche voci straniere della kermesse (Donovan, Skin e Sinead O' Connor) . Da lapidare Morgan che, già partito malissimo col megafono in "Yellow Submarine", non fa che peggiorare la situazione con quella sua orrenda postura da handicappato al pianoforte. Non lesina nemmeno sulla sua età rivelando di essere nato nel '72. Sempre pessimo ma non ai livelli della personalità precedentemente descritta è Neffa che riesce a stonare almeno in metà dei pezzi a lui assegnati. Sentir cantare Piero Pelu è sempre insopportabile ma ascoltarlo in "Revolution" è stato al limite del dolore fisico. Deludenti anche i Marlene Kuntz, pessimo l'inglese di Francesco Sarcina de le Vibrazioni. In realtà sulla lingua ci sono scivolati un po' tutti, Alberto Fortis e Franz di Cioccio compresi, però quest'ultimo è sempre un bravo batterista quindi almeno a lui un po' di rispetto va. Inaspettata Dolcenera che al pianoforte ha fatto un buon lavoro con "Golden Slumbers" e "The Fool On the Hill", ma non per questo guadagna la mia stima. Molto bella invece la versione a cappella di "She loves You" eseguita dalle tre coriste. In conclusione: un 6 glielo do. Ma giusto perché si trattava di Beatles.
Avvertenza
Durante l'arco di tempo che va da Martedì, 19 Marzo 2008 fino a qualche ora fa di questo Martedì, 25 Marzo 2008, sono stata nell'antica Mediolanum per le solite ricorrenze pasquali. Mi scuso per il mancato avviso della mia partenza.
Dovuti riconoscimenti
Devo riconoscere che la giovane grafica vinse anche il terzo round della grande sfida. L'adesivo di questa manche è quello che potete ammirare allegato in questo post raffigurante Genma-Panda, P-Chan e Shan-pu versione gattina. Da notare è anche la frase di Charlie Chaplin da me scritta qualche post fa: la trovo alquanto azzeccata dal momento che i tre sono in realtà degli umani. Per chi non ne fosse a conoscenza (ma ho ben da dubitare su questo punto) , i personaggi provengono dal manga/anime Ranma 1/2 che tutti abbiamo visto almeno una volta nella vita, chi attraverso l'ormai defunto TMC, chi attraverso MTV (che lo mandò in onda senza alcuna censura) . Certo, c'è anche gente che possiede l'intera serie perché gentilmente concessagli dall'amico mulo, oppure chi ha avuto l'ardire di comprare i VHS illo tempore, i DVD ora (sì, mi ci annovero, contenti?) . Fatto sta che non esiste nessuno che non ne abbia mai sentito parlare, anche perché la creatrice di questa serie (Rumiko Takahashi) è ben famosa per aver ideato altre storie altrettanto divertenti e ricche di personaggi; chi non conosce l'avvenente ragazza aliena Lamù, il mezzo demone Inuyasha, la gentile Kyoko di Maison Ikkoku (Cara dolce Kyoko in Italia) e l'impossibile storia d'amore tra il pugile e la suora Angela?
No, 'ste cose non le conosco solo io. E dirò di più: ammiro la Takahashi, ma Lamù e Inuyasha mi stanno sulle balle.
Notizie delle quartultime ore:
Martedì 25 Marzo 2008, ore 7.45 ca
Stavo mangiando il mio nutriente latte con Nesquik e Plasmon mentre, leggermente assonnata, seguivo le notizie sul traffico autostradale propinateci da Canale 5.
Banchi di nebbia sulle uscite di Barberino e Firenze Scandicci.
Ogni mio pensiero si è subito concentrato sulla prima delle due, famigerata per la sua problematicità nei giorni dalle condizioni climatiche avverse. (Come al solito) Mi sbagliavo. O meglio, i miei pensieri non erano del tutto errati, ma di certo non potevo saperlo alle 7.45.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 9.00 ca
Incidente all'uscita Firenze Scandicci, più precisamente al km 293. Un'autocisterna contenente GPL si ribalta sulla carreggiata provocando una fuoriuscita del materiale. Coinvolta solo un'autovettura, ma non vi sono nè feriti nè altro.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 10.30 ca
Isoradio consiglia di prendere varie uscite per non finire nella coda dell'incidente. Noi, da bravi ascoltatori, usciamo a Firenze Nord intenzionati a seguire le indicazioni per Siena e rientrare a Firenze Certosa. Peccato che le suddette indicazioni fossero assenti. Forse i fiorentini, oltre ai pisani e agli aretini, ce l'hanno pure coi senesi? Sta di fatto che cominciamo a girare in tondo.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 10.58 ca
Mio padre decide di seguire il navigatore satellitare, ma quando il gingillo tenta di farci tornare in autostrada proprio tramite l'uscita bloccata, riceve solo insulti. Il genitore si rifiuta di passare per Scandicci. Continua il nostro errare nelle stesse due strade della periferia nord di Firenze. Il navigatore viene messo a tacere e si ritorna ai cari vecchi stradari cartacei in soli 20 volumetti. Fu allora che facemmo la clamorosa scoperta: Scandicci è già a sud di Firenze.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 11.13 ca
Siamo a Scandicci. Percorriamo per tre volte la stessa strada. Il genitore continua a bestemmiare e insultare i cartelli stradali perché sono tutti gialli. Chi è andato a scuola guida sa che le indicazioni di quel colore sono usate quando vi è la presenza di lavori in corso e c'è bisogno di creare delle deviazioni. Decidiamo di chiedere al primo operaio che vediamo come si arriva all'uscita Firenze Certosa. L'uomo rivela un accento siciliano e, con un'aria apparentemente infastidita, spiega che dobbiamo dirigerci verso il centro di Scandicci. Da quelle parti troveremo le indicazioni per Vingone e le seguiremo. Ringraziamo il signore e andiamo via.
In questa disperata ricerca dell'uscita giusta non eravamo soli: un'auto targata Pavia era nella stessa situazione.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 11.46 ca
Sempre a causa dei cartelli gialli, giriamo a vuoto per altre tre strade senza nessuna traccia di Vingone. Quando finalmente giriamo dalla parte giusta imboccando una specie di cavalcavia, eccoci nel tanto sospirato paese. Rivediamo l'auto targata Pavia fermarsi e chiedere indicazioni. Anche noi facciamo la stessa cosa, questa volta il signore era del posto. Gli è tuttavia arduo spiegare per bene dove si trova l'uscita così ci da poche informazioni e ci consiglia di chiedere ancora più avanti. Giriamo ancora a vuoto e rincontriamo l'auto targata Pavia venire nel senso opposto al nostro.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 12.02 ca
Mio padre continua a bestemmiare. Chiediamo di nuovo informazioni, la sventura vuole che sia una donna. Anche lei ci da informazioni frammentarie, ma ormai siamo quasi fuori dal paese. Le ultime indicazioni verranno chieste più avanti di qualche metro, ad un ulteriore signore che ce le fornisce in modo preciso. Questo perché ormai altre strade non ce n'erano. Sarebbe stato impossibile sbagliarsi.
Continuiamo a camminare su quell'unica stradina che ci fa passare nella periferia di un altro paesino, Galluzzo. Il navigatore satellitare riprende a funzionare. Siamo in cima ad una collina, alla nostra destra c'è la certosa di Firenze. L'uscita non è tanto lontana. Mio padre continua a ripetere di vedere l'autostrada sotto di noi.
Martedì 25 Marzo 2008, ore 12.33 ca
Siamo ormai vicino al casello. L'uscita è proprio Firenze Certosa. Mentre ci incanaliamo nella corsia del Telepass, mia madre si chiede se anche l'auto targata Pavia è riuscita nell'impresa che ci ha incosapevolemente accomunati. Viene accontentata: all'uscita del casello, ecco che l'auto sbuca dal Telepass affianco.
Finalmente entrambe raggiungiamo la giusta carreggiata.
Il viaggio continuerà normalmente, cercando di arrivare all'uscita di Caserta Sud in due ore invece di tre e più.
Epilogo
Tra un'ora devo essere in palestra. Non sono affatta stanca anzi, dal punto di vista fisico credo di essermi riposata abbastanza.
La nostra avventura per Scandicci e dintorni mi fece venire talmente fame che mi sbafai una bustina intera di patatine San Carlo.
Le indicazioni per Siena le abbiamo ritrovate in autostrada, poi.
Morale
Non imboccate mai uscite diverse, soprattutto dalle parti di Firenze.
Non date retta ai navigatori satellitari quando ci sono gli incidenti. Pretendono di sapere tutto, ma in realtà non sanno un bel niente.
Non disperate se siete voi i guidatori, ma andate rilassati. Bestemmie e insulti sono accetti solo se non potete proprio farne a meno.
Se vostro padre, poi, ha anche comprato un DVD senza ricordarsi che lo stesso film lo aveva già in videocassetta, be', direi tanto di guadagnato.
E portate da mangiare.
Un anno fa, a quest'ora, non potevo fare a meno di saltare per l'intera casa: ancora poche ore e mi sarei ritrovata a Berlino, ad affollare la capitale respirando la fredda aria tedesca mista a vapori di vin brulè.
Se dovessi fare una classifica dei miei migliori viaggi (non che ne abbia fatti molti, comunque) , Berlino sarebbe la sola a detenere il primo posto, seguita poi da un secondo posto occupato a parimerito da una calda Russia dell''Agosto 2006 e la Bulgaria dell'anno dopo. Terzo posto: Praga, Vienna (2005) e la Norvegia (2001), mio primo viaggio, che metto qui solo perchè avevo 12 anni ed ero inesperta.
Fui stupida nel 2004: non volli seguire mio padre nelle Repubbliche Baltiche e ora quasi ne piango le conseguenze.
Tornando a Berlino, da tempo desideravo andarci e, ogni qualvolta mio padre cominciava a pensare e organizzare un nuovo viaggio, speravo che la meta fosse proprio la Germania. Tutt'ora ritengo che non l'abbia mai presa in considerazione. Si può capire benissimo, perciò, come fu subito da me ben vista la proposta di un mini-corso di Tedesco proprio in pieno centro (Zoologischer Garten, meglio conosciuta dal mondo come la zona dello Zoo) . Il nostro ostello era in Hardenbergstraße, a pochi minuti dalla Kurfürstendamm, strada famosa per il suo prestigio e i suoi negozi, a pochi minuti dalla Gedächtniskirche, a pochi minuti da tutto! In quella settimana ho imparato a muovermi talmene bene tra le varie zone con la S-Bahn che era quasi come se ci abitassi.
Ovviamente il ritorno nel casertano non è stato per niente piacevole: più camminavo guardandomi intorno e più mi rendevo conto di quanto Caserta fosse brutta (cosa tra l'altro precisata proprio nei post del mio rientro) . Sarà anche una delle province più prosperose della Campania, ma fa cagare ugualmente.
Ma evitiamo di parlarne, lo faccio già abbastanza spesso.
Vorrei anche evitare di parlare dell'Università, so perfettamente che sto studiando poco e tra un mese ci sono gli esami. Il fatto è che non ci riesco, non ci riesco perchè non sono abituata a cotanta mole di studio, non so come fare per ricordare tutto, i riassunti non servono ad una minchia e non ho intenzione di mettermeli a scrivere. Vorrei tanto spiegare la mia situazione, ma so che non caverei un ragno dal buco, ergo sto zitta così evito anche di far uscire il discorso.
Quel che vi è dato sapere oggi è che ho comprato delle palline da giocoliere. Mi è sempre piaciuta la giocoleria e tante volte mi è venuto in mente di provare ad imparare qualcosa. Ora che ho scoperto un negozio che vende tutte queste cose, posso farmi insegnare qualche robina interessante da una mia amica (che poi è stata lei a mandarmi al negozio e farmi vedere il loro sito) .
Chi lo sa, potrebbe tornarmi utile nel caso non dovessero funzionare nè la laurea nè diplomi di vari corsi di fotografia-fumetto-cinema. Eppoi, la gente che mi conosce bene, conosce anche, loro malgrado, la mia pantomima artigianale, i miei balletti e la mia vasta gamma di espressioni facciali. Sì, volendo portare ai massimi livelli questa autocelebrazione, potrei dire che, con un po' più di esperienza, avrei potuto essere un'ottima spalla di Marcel Marceau.
Ma, ahimè, se n'è andato anche lui e io non posso fare altro che scrivere un pace all'anima sua e divertirmi con quelle tre palline pensando a Berlino.
P.S.= Domani sera alle 21.00 sintonizzatevi tutti su Studio Universal che danno Il Grande Dittatore. Non vorrete perdervelo, vero?
No, non sono impazzita.
Semplicemente, è da quando sono tornata dal mare che ho una voglia matta di zucchero filato e, ovviamente, non esiste nessun camioncino in mezzo alla strada che lo vende.
Questo, almeno, era quello che pensavo fino a quando, una bella mattina, non mi sono recata a Napoli. Ebbene, in uno dei tanti mercatini rionali lo vendono. Non dovrò né aspettare il 29 Settembre e le bancarelle di San Michele, né nessun'altra festa di paese per poterlo mangiare.
Viva i mercatini di Poggioreale, allora.
Passando ad altro, Venerdì sono stata al concerto dei Verdena. Un casino che non spiego, anche perché l'ho scritto dappertutto e non ho voglia di ripeterlo qui.
(Però mi sono persa gli Elii gratis a Capua - sì signori, avete capito bene, gratis a Capua - il 31 Luglio)
In tutto questo, mi sono anche iscritta all'Università. Devo solo consegnare un plico in segreteria e le fototessere da mettere sul libretto. Fortunatamente, quest'ultima operazione mi è concessa di farla anche attraverso il sito della Federico II, ergo forse avrò finalmente una foto decente su un documento ufficiale (cosa che non si vede dal 2000, inaugurata con la fototessera sul passaporto di mio padre) .
Inoltre, grazie alla mia assidua frequentazione della città partenopea, avrò modo di assistere a tante meravigliose scenette come il bus di linea diretto al quartiere di Scampia scortato dalla macchina della polizia penitenziaria, oppure, molto semplicemente, una tizia, un'evasore fiscale, che, da buona napoletana, oltre a scappare, ne parlava al telefono gridando come un'ossessa .
Questa è Napoli, signora mia.
Sono contenta che l'abbiano inventata.
P.S.= La gif dello zucchero filato l'ho trovata su Photobucket, ergo non rompete le palle dicendo che l'ho presa dai vostri blog perché non è vero.
In questo periodo sono completamente a corto di idee. Non so che scrivere, non so che guardare, non so che fare, non so cosa voglio in generale. Anzi no. So cosa voglio fare: niente.
Bramosia dell'ignoto, giusto per citare la lezione di letteratura di oggi, riguardante i Malavoglia di Verga.
Va be', sì. Lo so che il non voler far niente è una costante della mia persona quasi quanto prendere 4 periodico in Matematica/Fisica, però che cazzo. Di solito sono più attiva.
Sarà che questo periodo è stato pieno di interrogazioni che hanno risucchiato quel poco di materia grigia presente in quella sottospecie di caveau che è la mia testa.
Eh, be'. Succede.
A me con allarmante frequenza, direi.
Sto qui a vegetare. Ferma nella medesima posizione anche per mezz'ora, continuando a mettere canzoni che mi ritrovo anche a cantare senza accorgermene. Togli, metti, togli, metti, questa no, questa l'ho già sentita prima, questa non mi va, questa quasi quasi me la risento, perchè Last.Fm non me la segna? Piuttosto fammi disattivare la funzione della musica per Msn che mi scoccia che la gente veda cosa sto sentendo. Perché per un Bolero ti possono contattare almeno 3 persone. E ciò mi preoccupa alquanto, oltre ad infastidirmi.
Ah, sì, ricordiamoci anche di aggiornare la pagina di IrCaserta, qualche volta.
Questa scansione antivirus sta durando un'eternità. Non credevo che 'sto catorcio fosse così grande. E la "While My Guitar Gently Weeps" che fa da colonna sonora alla ventola del pc è a dir poco fantastica.
Forse anche la mia chitarra piange a furia di stare chiusa nella sua custodia.
Still my guitar genlty weeps.
È inutile, sono loro il mio gruppo preferito, gli unici scarafaggi che abbiano mai combinato qualcosa. Qualcosa di meraviglioso.
Non riporto gli apprezzamenti continui che la mia mente fa alla sola visione della foto di questo post.
Perciò è meglio che chiuda qui e mi dedichi completamente ai 99 palloncini.
E, già che ci sono, mi sporco pure col sugo della pizza.
Dicembre è stato un mese all'insegna dei Beatles. Credo che ciò sia dovuto all'uscita di "Love", una raccolta di canzoni restaurata e quant'altro. "I Beatles come non li avete mai sentiti prima", recita la pubblicità sui cartelloni. Sinceramente non saprei dire. Ho ascoltato qualche canzone del disco alle Messaggerie Musicali a Milano. Al contrario di ciò che alcuni possano pensare, non ho comprato il disco, anche perché ero più interessata alla versione DVD con vari live e trailer che al cd in sé. Così come mi interessano poco tutte le varie antologie uscite in questi anni. Per carità, ben fatte e tutto il resto, ma, se posso avere proprio l'album con tutte le canzoni, a che mi serve un'antologia?
E proprio per quanto riguarda i dischi, a Milano ho comprato due album che mi mancavano. Uno è "A Hard Day's Night" e l'altro "Rubber Soul". Tutti e due molto belli. O forse sono io che stravedo così tanto per loro, che ogni canzone mi sembra magnifica.
La Beatlemania ha colpito anche me, anche se con ben 30 anni di ritardo.
Dico 30 perchè avevo solo 5 anni quando ascoltai le loro canzoni per la prima volta. Mio padre usava sentire sempre le musicassette in macchina, quando partivamo per andare a Milano o al mare. All'epoca per me erano solo belle canzoncine, ma si sa che è crescendo che uno apprezza le cose che ha e che gli sono state date. E, per questo, ringrazio tanto mio padre, che forse, anche lui come me, amava così tanto i Fab Four.
Tuttavia da piccola ero matta, letteralmente. Mi innamorai di Paul McCartney, il "cute Beatle", come venne soprannominato. Devo ammettere, però, che l'adorazione per lui mi è rimasta, da qualche parte nella mia stanza ho qualche suo ritaglio di giornale che conservo gelosamente. A 7 anni decisi di tagliarmi i capelli corti. Chi mi conosce veramente (credo che questo discorso valga solo per i miei parenti) ricorda forse che in quel periodo portavo i capelli da maschietto. Inutile dire che mi ero liberamente ispirata a George Harrison: pretendevo il suo stesso taglio. Direi che il parrucchiere ci riuscì benissimo anche se, ovviamente, non aveva la benchè minima idea di cosa la mia testolina bacata pensasse.
Che John Lennon fosse morto nel 1980, poi, non ne ero a conoscenza. Tuttavia, non mi ci è voluto molto per scoprirlo, per i miei 10 anni sapevo quando era nato, quando era morto, chi l'aveva ucciso e dove.
Quando, invece, nel 2001, morì George Harrison, ci rimasi malissimo. Un altro che se ne andava. Ricordo che dopo quel fatto, per un periodo di tempo, non li ascoltai più. Mi concentrai molto sulla musica classica, invece, che avevo accantonato da parecchio. Devo ammettere che, comunque, è stato un piacere riscoprirla.
Tuttavia, non potevo starci lontana troppo a lungo. Così ritirai fuori tutto il mio materiale, ricominciai a fregare i dischi a mio padre e sentirli quando non c'era nessuno in casa. Che siano sopravvissuti solo due membri, non importa, non se c'è gente che, a distanza di anni, apprezza sul serio la loro musica.
Perché ho raccontato tutta questa storia? Sinceramente, ora che la rileggo, mi accorgo che non ha molto senso. Direi che si intona perfettamente con tutto quello che c'è qui nel blog, che di senso forse ne ha ben poco. Comunque, credo ci tenessi a scriverla, per evitare che questo qualcosa che tanto ho amato, cada nel baratro dell'oblio e occupi proprio l'unico posto della mia mente e del mio cuore riservato a ciò che ho dimenticato.
Sì, ok, anche Novembre è arrivato. Forse oggi è stata la prima vera giornata di freddo che ha fatto finora e spero che continui così, non ho intenzione di portare le mezze maniche fino a Dicembre.
Tempo: 7/5
Il fatto di stare a casa da scuola mi aiuta perché così recupero ore di sonno perdute inutilmente tra ansie e cose simili. Anche perché questo mese di Ottobre, dal punto di vista scolastico, è stato po' ammorbante. Non oso immaginare come saranno i prossimi.
Scuola: 5
Tuttavia in famiglia non ci sono rapporti idilliaci. Preferisco di gran lunga starmene chiusa in camera mia e parlare ad alta voce che discutere con loro. Poi, non si perché, ma salta sempre fuori l'Università. E Napoli ormai è il Bronx.
Famiglia: 5
Va male la vita scolastica e familiare, a questo punto dovrebbe andare meglio quella sociale. Diciamo che non ci sono grandi cambiamenti qui o altro. Per il momento sembra andare tutto abbastanza bene. Tutto tranne quella solita parte.
Amici: 7
Be', mi sono divertita a fare questa pagella del mese di Ottobre. Ora comincia Novembre. Solo Iddio sa che mi aspetta.
Quem mihi dabis qui aliquod pretium tempori ponat, qui diem aestimet, qui intellegat se cotidie mori?
.Lavinia?.
Classe 1989, tramonto degli '80s, ma col muro di Berlino in piedi. Bibliomane, cinefila e cinofila. Nemica del popolo, stranamente ancora abbastanza sportiva, finta fotografa, viaggiatrice solitaria, alcolista ben affermata. Disegnatrice senza più ispirazione, ex-musicista, ma ancora appassionata ascoltatrice di tutto quello che le si para davanti. Con le dovute cernite, s'intende.
Un paesino a sud di Caserta non è esattamente l'ideale, soprattutto se gli unici treni per raggiungerlo sono quelli della tratta via Cancello. Passate di qua? Portate i miei saluti in famiglia.
Io sono uno,nessunoe centomila. Sono here,thereand everywhere.Porcoggiuda, quantiaccount inutiliche c'ho.
L'ipocrisia, 3/4 del genere umano, la moda, il razzismo, le violenze sugli animali (in particolare i cani) , il sole troppo forte e la troppa afa.
.Et amo.
L'umorismo surreale, l'ironia e il sarcasmo, conoscere nuove culture, Dario e Giacomo, la mia Gloglì, la mia cagnolina, l'arte in tutte le sue espressioni, le arti marziali.
.Books.
In fase di lettura
.Music.
.Movies.
Ultimo film visto
.L'angolo degli Altarini.
Beatles
John, Paul, George, Ringo. I Fab Four, i Baronetti, quelli degli anni '60. Loro comunque.
Ludwig van Beethoven
Non il cane, ma quello da cui prende il nome. Provateci voi a suonare e comporre senza averci l'udito, stronzetti.
Charlie Chaplin
Charlot, sì, quello coi baffetti, la bombetta e il bastoncino.
Charles M. Schulz
Il creatore dei Peanuts. Chi sono i Peanuts? Mi rifiuto di spiegarvelo, cercate su Google. In ogni caso, il mio personaggio preferito è Schroeder.
Luigi Pirandello
In realtà questa potrebbe essere un'opzione random, ma diciamo che lui ha scritto tutto lo scrivibile ed ha tutto il mio affetto.
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